Renault sviluppa l’elettrica in Cina per vendere nel mondo: cos’è l’obiettivo  16 mesi

Il Gruppo intende accelerare le operazioni nel Paese del Dragone per sveltire la progettazione di Bev: obiettivo 16 mesi.
Renault sviluppa l’auto elettrica al volo in Cina 1 Renault sviluppa l’auto elettrica al volo in Cina 1

Ricordate la nuova Twingo, progettata in Cina in 21 mesi? Ora la Renault intende accelerare in tutti i sensi: grazie al centro ricerche oltre la Grande Muraglia, punta a sveltire lo sviluppo delle auto elettriche del futuro, con tempistiche di 16 mesi. Così da meglio contrastare gli agguerriti competitor proprio della nazione orientale, grazie all’adozione di metodologie di lavoro innovative, spiega Autonews. 

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Renault ha stretto un’alleanza con Geely (il gigante cinese che possiede anche Volvo e Lotus). Insieme hanno creato una joint venture chiamata Horse Powertrain, con sede a Londra, che mira a diventare il più grande fornitore mondiale di motori a combustione interna e ibridi ad alta efficienza. Il centro di ricerca e sviluppo della Casa transalpina si trova a Shanghai: si chiama Advanced China Development Center (ACDC) ed è il cuore pulsante della nuova strategia del Gruppo. Fondato per immergersi nell’ecosistema tecnologico cinese, ospita 150-200 esperti di software e approvvigionamento.

Tutto iper veloce

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La megalopoli offre un accesso immediato ai fornitori di componenti chiave (come le batterie e l’elettronica avanzata) e ai talenti esperti in intelligenza artificiale applicata all’automotive. È proprio qui che è stato possibile ridurre i tempi di sviluppo della nuova Twingo a 21 mesi, con l’obiettivo di arrivare ai famosi 16 mesi per i prossimi modelli elettrici, come la futura elettrica di segmento A a marchio Dacia. Addio al ciclo di sviluppo dai canonici 48-60 mesi.

Renault sviluppa l’auto elettrica al volo in Cina

Laboratorio orientale

Il laboratorio R&S del gruppo francese nel Paese del Dragone è un catalizzatore di questa trasformazione: lavorando a stretto contatto con fornitori locali, università e i partner tecnologici, in un contesto in cui software di gestione dell’energia e intelligenza artificiale applicata all’automotive sono protagonisti come in nessun’altra parte del mondo, la Renault attinge a conoscenze e risorse che difficilmente troverebbe altrove con la stessa rapidità.

Le ricerche si focalizzano sul powertrain, così come su infotainment, connettività, funzioni di assistenza alla guida e aggiornamenti over-the-air: si ingegnerizzano le auto che soddisfano le preferenze del mercato cinese, con la possibilità di esportarle nel resto del pianeta. 

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Si tratta di una sfida senza precedenti per un costruttore europeo, resa necessaria dalla pressione competitiva dei marchi locali come BYD, Xiaomi e Geely, che operano a velocità doppie rispetto agli standard occidentali.

Intanto, ecco i droni militari Renault

Nel frattempo, Renault è entrata nel settore della difesa attraverso una partnership strategica con l’azienda aerospaziale francese Turgis Gaillard. È stata invitata dal ministero delle Forze Armate francese a mettere a disposizione la propria esperienza industriale e di design per lo sviluppo e la produzione di droni militari (UAV). Target, sfruttare la capacità produttiva di massa del settore automobilistico per costruire droni tattici a lungo raggio a costi competitivi e con ritmi di produzione elevati.

Indiscrezioni indicano che gli stabilimenti di Cléon e Le Mans potrebbero essere quelli destinati alla produzione di componenti. Fabrice Cambolive, Chief Growth Officer di Renault, ha precisato che mentre l’azienda fornirà competenze ingegneristiche e di produzione, il suo core business rimarrà quello automobilistico. Una specie di economia di guerra, anche in virtù del protrarsi del conflitto fra Russia e Ucraina.