Si è parlato del 2025 come anno decisivo, poi del 2026, successivamente si è lanciato il 2028. Oggi, le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio “spostate” da una data di lancio all’altra, esistono in una dimensione istituzionalmente vaga. Restano confermate, ma senza un debutto preciso, attese, ma senza specifiche.
Quando le prime indiscrezioni parlavano di cancellazione definitiva, il marchio è intervenuto con un comunicato per smentire. Le parole scelte, però, non erano esattamente un manifesto di certezza. Nei prossimi anni sono previste “nuove evoluzioni dell’attuale gamma di segmento D”. Quando? Come? Con quale architettura? Domande senza risposta da Alfa Romeo, almeno per ora.

Nel frattempo la realtà di Cassino è meno rassicurante di qualsiasi annuncio “sicurissimo” di nuovi modelli in arrivo. Le generazioni attuali di Giulia e Stelvio sono confermate in produzione fino a fine 2027, ma i volumi previsti da Stellantis stessa per il 2026 e il 2027 sono definibili, con generosità, come modesti. A pesare sulla bilancia non ci sono solo le due Alfa: anche la Maserati Grecale, prodotta nello stesso stabilimento di Piedimonte San Germano, non contribuisce a rasserenare il quadro. Lavoratori, sindacati e istituzioni locali guardano ai prossimi due anni con preoccupazione difficile da dissolvere.
Sembra che dopo il 2027, almeno sulla carta, non ci sia ancora nulla. Nessun modello confermato, nessun progetto annunciato, nessuna certezza industriale. E in questo vuoto si insinuano voci meno rassicuranti: c’è chi sostiene che il vero obiettivo di Stellantis sia prendere tempo in attesa di definire un accordo con qualche casa cinese interessata a rilevare lo stabilimento per produzioni proprie. Ipotesi, per ora; il tipo di ipotesi che nasce quando le risposte ufficiali latitano.

Gira voce che entro dicembre qualcosa di più preciso potrebbe emergere, sia per le Alfa Romeo che per il futuro di Maserati. Dicembre, inevitabilmente, è ancora lontano, e a Cassino il calendario pesa.
