Cassino torna a far parlare di sé. Il motivo, purtroppo, non è una nuova inaugurazione. Nello stabilimento laziale dove nascono Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale, gli ordini sono ridotti al minimo e il futuro dei due marchi resta sospeso in un limbo che comincia a pesare. Stellantis ha ribadito che l’impianto non è in vendita. Una dichiarazione raccolta in televisione ha però riaperto ferite che si credevano ormai quasi guarite.
A portare la questione alla luce è stato il (non proprio delicatissimo) giornalista Alessio Porcu, commentando le parole di Lino Perrone, CEO di Teknoprogetti, società specializzata nella realizzazione di linee di produzione automobilistiche, fornitore di Stellantis. Non un osservatore qualunque, dato che aziende come la sua ricevono i progetti con due anni di anticipo, il tempo necessario per allestire impianti, piattaforme e attrezzature.

Quando Perrone dice “non ho ordini per Cassino in questo momento”, il silenzio che segue parla da solo. E come se non bastasse, aggiunge: “Dobbiamo essere realisti, ci saranno almeno altri due anni di sacrifici”. Per uno stabilimento che nel 2025 avrebbe vissuto il peggior anno dal 1972, non è esattamente un messaggio rassicurante.
Il nodo centrale riguarda le nuove generazioni di Giulia e Stelvio. Fino a qualche mese fa lo scenario sembrava definito, piattaforma STLA Large pronta, progetto avviato, muletti già avvistati su strada. Secondo Perrone, anche stampi realizzati e catene di montaggio installate. Poi è arrivato il cambio di rotta seguito all’avvicendamento Tavares-Filosa, e i piani si sono congelati.

Anche l’ipotesi alternativa di una Giulia e uno Stelvio sviluppati su un’evoluzione della piattaforma Giorgio sarebbe stata accantonata, ritenuta troppo legata a una visione del “vecchio green” ormai fuori tempo massimo.
Una serie di dietrofront che, secondo il CEO di Teknoprogetti, potrebbe costare a Stellantis qualche miliardo di euro. Gli occhi sono puntati su dicembre, quando il destino di Giulia, Stelvio e dello stabilimento di Cassino dovrebbe finalmente trovare una risposta.
