Stellantis, l’Algeria tenta Torino: fornitori italiani verso l’Africa

Per restare competitivi, Stellantis ha deciso di puntare sulla manodopera algerina pur mantenendo il know-how dei fornitori italiani.
stellantis algeria stellantis algeria

Probabilmente il destino di Torino non è legato così indissolubilmente alle linee di montaggio di Mirafiori. Stellantis sta mostrando un lato non troppo inaspettato e che ha il profumo del deserto. Il 2 febbraio 2026, la sede dell’Unione Industriale di Torino ospiterà un incontro dal titolo quasi profetico: “Stellantis Algeria incontra le aziende torinesi”. Sta tutto qui? Naturalmente c’è molto da osservare con attenzione.

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Il Gruppo vuole convincere i produttori italiani di componenti e ricambi che il vero business non è più sotto la Mole, ma a Tafraoui, vicino a Orano. Qui, lo stabilimento Fiat algerino ha fame di pezzi per sfornare modelli come il Doblò e la nuova Fiat Grande Panda, oltre a prepararsi per il debutto storico di Opel fuori dai confini europei.

fiat grande panda. stellantis algeria
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Mentre l’Europa combatte con la domanda fluttuante e trasformazioni tecnologiche che mettono sempre qualche brivido sul futuro, il mercato algerino appare come un paradiso di stabilità e crescita. Stellantis mira a passare dai 50.000 veicoli prodotti nel 2024 all’ambizioso traguardo di 90.000 unità all’anno entro il 2026.

Oltre alla logistica semplificata, c’è un dettaglio che fa brillare gli occhi dei contabili, ovvero lui, l’immancabile (per ogni multinazionale che si rispetti, diciamo così) il basso costo del lavoro. In Algeria, il salario medio mensile si aggira intorno ai 130 euro, una cifra che in Italia basterebbe appena per un set di tappetini griffati, ma che lì equivale al salario minimo e permette di abbattere i costi di produzione in modo brutale.

stellantis algeria

L’incontro a Torino servirà a presentare opportunità di fornitura e partnership a lungo termine, invitando le aziende italiane a delocalizzare linee di produzione o a creare hub logistici locali. L’Unione Industriale parla di “innovazione tecnologica sostenibile” e “integrazione dei mercati”, ma la realtà è che per restare competitivi in Africa e Medio Oriente, Stellantis ha deciso di puntare sulla manodopera algerina pur mantenendo il know-how dei fornitori italiani.

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Potrebbe essere una strategia perfetta. Design e componenti torinesi, ma con i costi decisamente più contenuti rispetto a molti altri Paesi. A febbraio capiremo quanti industriali accetteranno l’invito a spostare il cuore della propria produzione verso Orano, inseguendo il sogno di una competitività globale che parla sempre meno italiano.