Arriva così un nuovo motore ibrido pensato appositamente per l’Europa, diverso da quello già in uso negli Stati Uniti. Stellantis starebbe lavorando a un full hybrid inedito, con debutto atteso nel 2027, in risposta alla crescente domanda di vetture elettrificate che non costringano ancora a dover fare i conti con l’autonomia puramente elettrica e con le ricerca della colonnina giusta.
L’obiettivo è inevitabilmente competere (o provare a competere sul serio) con Toyota, da anni sinonimo di full hybrid accessibile, e con Volkswagen, che si prepara a introdurre la sua prima tecnologia full hybrid su modelli come T-Roc e Golf. Insomma, il gruppo di Stellantis arriva a questa festa con qualche anno di ritardo.

La base termica dovrebbe essere il 1.2 turbo PureTech a catena, lo stesso tre cilindri che anima già Fiat 600 Hybrid, Jeep Avenger e Grande Panda in versione mild hybrid. Quel che cambia in modo sostanziale è la componente elettrica, chiamata a garantire un funzionamento più efficiente e una capacità reale di marcia a emissioni ridotte. Il tutto abbinato al cambio automatico EDC prodotto a Mirafiori, un dettaglio che vale anche come segnale industriale, in un momento in cui il futuro degli stabilimenti italiani non è mai del tutto scontato.
Le prime indiscrezioni parlano di circa 170 CV, un valore che supera i sistemi Toyota da 116 e 130 CV basati sul 1.5, e anche il 1.8 da 140 CV montato sulla Corolla. Se confermati, tali numeri renderebbero questa soluzione competitiva non solo sul piano dell’efficienza ma anche della percezione prestazionale.

Stellantis punta molto sulla flessibilità del sistema. Un propulsore compatto e modulare può coprire una gamma trasversale: dai B-SUV come Jeep Avenger, Fiat 600 e Grande Panda, fino a modelli di segmento B come Lancia Ypsilon e Opel Corsa. Più in alto, Alfa Romeo Tonale, Jeep Compass e Lancia Gamma resterebbero candidate naturali. Il futuro della Peugeot 208, con la nuova generazione orientata all’elettrico puro, rimane invece un capitolo aperto.
Consumi, costi e transizione convinta sull’elettrificazione “leggera” restano le variabili decisive. Stellantis, stavolta, sembra volerle affrontare con una risposta costruita su misura per il mercato europeo.
