Elon Musk lo ha rifatto. Ha aperto la bocca, ha fissato una data, e il mondo dell’automotive ha trattenuto il fiato, esattamente come ha già fatto nove volte negli ultimi anni. La Tesla Roadster di nuova generazione, stando alle ultime dichiarazioni del CEO, sarà svelata entro fine aprile 2026. Una “bomba di livello superiore”, parole sue, pubblicata su X con la stessa sicurezza con cui, nel 2017, promise consegne entro il 2020.
Facciamo (più di) un passo indietro. Il prototipo della Roadster di seconda generazione debuttò nel novembre 2017, a sorpresa, durante la presentazione del Tesla Semi. Le specifiche erano da fantascienza: 0-100 km/h in 1,9 secondi, autonomia dichiarata di 1.000 km, velocità massima oltre i 400 km/h, batteria da 200 kWh, prezzo base di 200.000 dollari. Tesla aprì immediatamente le prenotazioni: 50.000 dollari per una standard, 250.000 per le prime mille unità della Founders Series. Migliaia di persone pagarono, convinte di aspettare qualche anno al massimo.

Quello che è arrivato, invece, è stato un capolavoro del rinvio sistematico. Produzione nel 2020, poi 2022, poi 2023, poi 2024, poi “primi mesi del 2025”, poi 2025-2026, poi, nell’assemblea degli azionisti del novembre 2025, Musk ha spostato tutto al 2027 o 2028, con disinvoltura. In quello stesso incontro aveva annunciato una “demo” per l’1 aprile 2026, ammettendo candidamente che la data gli avrebbe consentito di negare tutto, “perché avrei potuto dire che stavo solo scherzando”.
A marzo 2026 il linguaggio è cambiato: non più “demo”, ma “debutto”. Ci sono anche alcuni segnali concreti: due domande di marchio depositate presso l’USPTO, inclusa una silhouette aggiornata con linee più spigolose rispetto al prototipo originale, e brevetti per un sedile monoscocca in materiale composito. A ottobre 2025 era comparso anche un annuncio di lavoro per un ingegnere di produzione focalizzato sullo sviluppo delle attrezzature per le batterie, un segnale incoraggiante, certo, ma anche la conferma che il progetto era ancora in una fase embrionale.

Nel frattempo, le promesse sulle prestazioni sono addirittura cresciute: Musk parla ora di 0-96 km/h in meno di un secondo, più un pacchetto opzionale SpaceX con propulsori a razzo ad aria fredda per accelerazione, frenata e tenuta di curva.
Chi ha versato 50.000 o 250.000 dollari di acconto quasi dieci anni fa aspetta ancora. Tesla aveva anche promesso circa 80 Roadster gratuite a chi aveva portato abbastanza clienti, oltre a sconti su centinaia di altre unità tramite il programma referral. Nessuno di questi impegni è stato onorato.
