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Toyota vuole vendere i suoi motori ibridi ad altri marchi: obiettivo 1,5 miliardi l’anno

Il costruttore giapponese intende estendere la vendita di tali motorizzazioni ad altre case automobilistiche
Toyota

Toyota punta a trasformare i propri sistemi di propulsione ibrida in un’attività sempre più rilevante, che vada oltre la gamma dei propri veicoli. Il costruttore giapponese intende estendere la vendita di tali motorizzazioni ad altre case automobilistiche, facendo leva sullo sviluppo di una nuova generazione di unità compatte e modulari.

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Toyota punta sui nuovi motori ibridi per conquistare clienti tra i costruttori

Timothy D’herde, responsabile della divisione Powertrain, ha illustrato la strategia ad Autocar. Secondo il dirigente, le dimensioni contenute e l’efficienza rappresentano due caratteristiche fondamentali: un sistema di propulsione compatto può essere integrato più facilmente nelle piattaforme di altri costruttori, ampliando così le opportunità commerciali.

“Crediamo fermamente anche nelle opportunità commerciali”, ha dichiarato D’herde. Toyota mira dunque a valorizzare il lavoro investito in questi nuovi motori fornendoli a terzi, contribuendo così a recuperare parte dei costi sostenuti durante la fase di progettazione e sviluppo.

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Al centro del programma vi sono nuovi motori a quattro cilindri, concepiti per sostenere l’evoluzione dell’offerta ibrida dell’azienda. La compattezza non viene presentata soltanto come un vantaggio per le future Toyota, ma come un elemento capace di rendere queste unità interessanti anche per automobili di marchi differenti.

I contatti con potenziali clienti sarebbero già avviati. Tra gli interlocutori figurerebbe anche un produttore britannico, del quale non è stato reso noto il nome. Mancano però indicazioni sui modelli coinvolti, sui volumi delle eventuali forniture e sulle tempistiche di introduzione dei motori.

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L’obiettivo economico è portare i ricavi annuali delle vendite a terzi a 1,5 miliardi di euro entro il 2032, contro gli attuali 500 milioni. Si tratterebbe di triplicare il giro d’affari, aumentando il peso delle forniture nella strategia industriale del gruppo.

Tra i nomi indicati come possibili acquirenti compaiono Daihatsu, Subaru e Mazda, già legati a Toyota da rapporti industriali. Non si tratta tuttavia di clienti annunciati per questo specifico programma. Resta aperta anche la possibilità di accordi fuori dal Giappone, mentre l’identità dei primi compratori rimane da conoscere.

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