L’UE vuole tutti in elettrico, ma i suoi stessi funzionari lo trovano scomodo

I funzionari della Commissione europea faticano a coprire in elettrico i 440 km tra Bruxelles e Strasburgo. Qualcuno vuole il termico.
ursula von der leyen commissione ue

C’è una certa poesia (amara) nel fatto che i funzionari della Commissione europea abbiano scoperto l’ansia da ricarica proprio mentre spingono il Vecchio continente verso un futuro fatto esclusivamente di veicoli elettrici. La scadenza è nota, 2035, fine delle vendite di auto a combustione interna nell’UE. Un obiettivo poi leggermente ammorbidito, 90% di riduzione delle emissioni di CO2 invece del 100% a emissioni zero, ma nella sostanza invariato. Pare, però, che a fare i conti con la realtà, prima degli automobilisti comuni, ci stiano finendo proprio loro.

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I funzionari della Commissione UE si spostano regolarmente tra Bruxelles e Strasburgo, 440 chilometri che percorrono spesso in auto. Da qualche tempo lo fanno a bordo di elettriche di lusso, BMW e Mercedes soprattutto, ma questo non basta a evitare almeno una sosta di ricarica lungo il tragitto. Una sosta che, secondo quanto riportato da Politico, è già diventata oggetto di discussione ufficiale all’interno della Commissione stessa.

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La questione è stata portata all’attenzione di Piotr Serafin, responsabile del bilancio amministrativo. C’è, quindi, una soluzione da trovare a questo gravoso “problema istituzionale” con l’elettrico.

Il treno sarebbe troppo rischioso per chi deve gestire telefonate riservate su questioni politicamente delicate. Quindi si cerca un’altra via. E qualcuno l’ha già trovata, alla maniera più diretta possibile. Olivér Várhelyi, commissario ungherese per la salute e il benessere degli animali, avrebbe scelto di fare quei viaggi a bordo di un furgone con motore a combustione interna, insieme ai membri del suo staff. Niente soste, niente ricariche, niente perdite di tempo.

Nel frattempo, Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione UE, colei che più di chiunque altro porta il peso simbolico di questa transizione, viaggia su un veicolo blindato. E la tecnologia elettrica non è compatibile con questo tipo di mezzo. Esiste, per la cronaca, una BMW i7 Protection presentata al Salone di Monaco 2023, ma la sua autonomia WLTP scende a 380 chilometri contro i 600 della versione standard. Il che significa ancora più soste, ancora più attese.

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Nessuno pretende che fare politica industriale significhi trasformare ogni commissario in un testimonial dell’elettrico. Però, c’è qualcosa di profondamente stonato nel vedere chi ha disegnato le regole del gioco faticare di giocarci dentro. L’ansia da ricarica che milioni di automobilisti europei sono chiamati ad accettare come parte del cambiamento ha raggiunto i piani alti di Bruxelles. Pare non piaccia granché neanche a loro.