Una lunghissima carriera in Volkswagen, oltre tre decenni, uno stabilimento gestito a Qingdao, e ora Andreas Krepp fa quello che pochi dirigenti automotive sanno fare, ovvero ammettere pubblicamente di aver sbagliato.
Il gruppo di Wolfsburg sta invertendo la rotta sulle interfacce di bordo. I pulsanti fisici tornano, i cursori spariscono, e la manopola del volume riacquista il suo posto sul tunnel centrale. È una correzione di traiettoria che il mercato stava chiedendo da tempo.

La storia è nota nei suoi contorni generali. Quando l’auto elettrica ha fatto il suo ingresso di massa, l’intero settore ha deciso che tutto doveva cambiare, non solo il powertrain, ma l’abitacolo, l’interazione, il linguaggio visivo. “Sta nascendo qualcosa di nuovo, quindi anche i comandi devono apparire particolarmente moderni”, spiega Krepp descrivendo la mentalità prevalente di quegli anni. Quindi, cursori capacitivi, superfici a sfioramento, volanti senza tasti veri. Un’estetica da astronave applicata a Volkswagen che la maggior parte delle persone usa per andare al supermercato.
Krepp lo dice con franchezza. “Abbiamo capito che chi acquista un veicolo elettrico cerca principalmente un diverso tipo di propulsione”. La propulsione, appunto, non l’abolizione del tasto per gli alzacristalli. La confusione tra innovazione tecnologica e scenografia futurista è costata cara, in termini di soddisfazione clienti, di punteggi nelle valutazioni degli enti di sicurezza, e in qualche caso anche in tribunale.
Thomas Schäfer, CEO di Volkswagen, afferma che i comandi touch hanno “chiaramente causato molti danni”. Andreas Mindt, responsabile del design, si spinge oltre con una dichiarazione che suona quasi come un voto: “Non ripeteremo mai più questo errore”. ID. Polo e ID. Cross sono già tornate ai pulsanti separati per i finestrini, alla manopola del volume, ai tasti fisici sul climatizzatore e sul volante. Golf e Passat potrebbero seguire.

Il dato più ironico lo offre Krepp stesso: il touchscreen non ha mai davvero attecchito in Cina, il mercato che più di ogni altro si suppone sia a proprio agio con gli schermi.
Audi e Mercedes si muovono nella stessa direzione. Gli enti di valutazione premiano i pulsanti, le autorità stradali li preferiscono. I pubblico, a quanto pare, li ha sempre preferiti. Innovare, ricorda Krepp, non significa sbarazzarsi di tutto ciò che funziona.
