Volkswagen, Blume avverte i dipendenti: “La situazione è più che critica”, nuovi tagli in arrivo

In una comunicazione interna rivolta ai dipendenti, il numero uno del gruppo avrebbe definito la situazione “più che critica”
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Per Volkswagen si apre un’altra fase delicata. Il gruppo tedesco si prepara infatti a una nuova ristrutturazione e questa volta il messaggio arrivato direttamente da Oliver Blume non lascia molto spazio alle interpretazioni. In una comunicazione interna rivolta ai dipendenti, il numero uno del gruppo avrebbe definito la situazione “più che critica”, mettendo in chiaro che nei prossimi mesi serviranno altri interventi per ridurre i costi.

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Il problema non riguarda soltanto le vendite. Volkswagen continua infatti a scontare una struttura particolarmente pesante, con costi generali che secondo Blume sarebbero ancora superiori di oltre il 30% rispetto a quelli di aziende comparabili. Una differenza difficile da sostenere in un mercato nel quale la concorrenza è diventata molto più aggressiva, soprattutto con l’avanzata dei costruttori cinesi.

Volkswagen prepara nuovi tagli, ma i 50 mila esuberi non sono ancora decisi

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A rendere la situazione ancora più complicata c’è un margine operativo che oggi si trova sotto il 4%. Un risultato che Blume considera comunque rispettabile viste le condizioni del mercato, ma non sufficiente per sostenere gli investimenti di cui Volkswagen avrà bisogno nei prossimi anni.

Proprio in questo quadro è tornato a circolare il numero di 50 mila possibili posti di lavoro in meno a livello globale. Blume avrebbe però precisato che non si tratta di un obiettivo già fissato. Quella cifra rappresenterebbe piuttosto una simulazione: quanti posti dovrebbe eliminare il gruppo per colmare il divario di costo rispetto ai concorrenti senza intervenire direttamente sul costo del lavoro.

Il dato serve quindi soprattutto a far capire la dimensione del problema, anche se è chiaro che il tema degli esuberi rimane sul tavolo e continuerà a pesare nel confronto con i sindacati.

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Qualche rassicurazione arriva invece sul fronte degli stabilimenti tedeschi. Al momento non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva sulla possibile chiusura di Zwickau, Emden, Hannover e Neckarsulm, quattro siti che negli ultimi mesi erano finiti al centro delle indiscrezioni sul futuro produttivo del gruppo.

Molto dipenderà però da quanto verranno utilizzate le fabbriche nei prossimi anni. Se il problema della capacità produttiva inutilizzata dovesse diventare più serio, nuove decisioni potrebbero arrivare nel prossimo decennio.

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Volkswagen sta intanto lavorando anche sulla gamma. Il piano prevede una forte semplificazione dell’offerta, con la possibilità di tagliare fino alla metà dei modelli attuali e ridurre del 75% le combinazioni e le opzioni disponibili. Una scelta che punta a ridurre complessità e costi in un gruppo diventato negli anni enorme e difficile da gestire.