Volkswagen ID. Polo: interni a sorpresa fra digitale e fisico anni 1980

Architettura innovativa degli interni e della plancia riprogettata e ottimizzata in base ai feedback dei clienti: questa la novità numero uno della Volkswagen ID. Polo.
Volkswagen ID. Polo 1 Volkswagen ID. Polo 1

Con i nuovi interni, la Volkswagen ID. Polo a batteria cerca di combattere lo strapotere elettrico cinese: architettura innovativa e plancia riprogettata in base ai feedback dei clienti. Un mix di digitale e fisico nell’abitacolo, più materiali con contenuto riciclato all’insegna del tutto verde. Una tendenza per definire il cockpit dei prossimi modelli ID. Le caratteristiche includono qualità e chiarezza, con controlli intuitivi che sviluppano le logiche di funzionamento VW

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Volkswagen ID. Polo: interni a sorpresa fra digitale e fisico anni 1980

Contro rivoluzione ID. Polo

C’è stato un tempo in cui VW ha provato coi soli tasti digitali: un flop. Adesso, la contro rivoluzione con un cocktail di virtuale e fisico, come richiesto dai consumatori. Servono eleganza e praticità. Miscelato col fascino degli anni 1980 grazie alle grafiche retrò: con una sola pressione di pulsante, i display della strumentazione digitale si trasformano in schermi che ricordano la prima Golf. Che fu regina UE per decenni. Quello in foto è un prototipo di preserie. Il modello non è ancora disponibile per la vendita: si tratta di un nuovo modello di marketing, dagli esiti tutti da scoprire.

Volkswagen ID. Polo: interni a sorpresa fra digitale e fisico anni 1980

Gli elementi chiave della ID. Polo?

  • Display con informazioni chiare e strutture del menu semplificate
  • Più pulsanti fisici per funzioni dirette 
  • Un volante multifunzione con comandi a tasti chiaramente riconoscibili
  • Adozione di logiche di funzionamento VW 
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Come spiega il capo designer di Volkswagen, Andreas Mindt, è stato creato un interno accogliente fin dal primo contatto. I pulsanti fisici intuitivi offrono stabilità e fiducia, i materiali caldi lo rendono attraente, e dettagli affascinanti come le nuove grafiche retrò degli strumenti mostrano il tipico spirito Volkswagen. 

Volkswagen ID. Polo

Maxi schermi tipici delle BEV

Due grandi display (moda ideata da Tesla), disposti allo sguardo lungo un singolo livello, sono i protagonisti della nuova architettura della plancia. Questi includono la strumentazione digitale dietro il volante, con una diagonale dello schermo di 26,0 cm (10,25 pollici), e il touchscreen da 33 cm (quasi 13 pollici) del sistema di infotainment. I pulsanti fisici separati per le funzioni di climatizzazione e le luci di emergenza sono integrati in una striscia sotto lo schermo dell’infotainment. Il volante multifunzione è anch’esso nuovo, con distribuzione dei pulsanti chiaramente strutturata. 

Volkswagen ID. Polo dietro

Una semplice rotella

Tra il vano porta smartphone e i portabicchieri si trova una rotella, facilmente accessibile sia per il conducente che per il passeggero, che consente la regolazione del volume audio oltre alla selezione di tracce media e stazioni radio. L’ID.Light è stata ulteriormente sviluppata: questa striscia luminosa interattiva e intuitiva ora si estende non solo lungo la larghezza del cruscotto alla base del parabrezza, ma anche per la prima volta nelle porte anteriori. Grafiche retrò, una citazione giocosa. 

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Il ritorno dei tasti fisici per il climatizzatore e la reintroduzione di una rotella per il volume non sono un passo indietro: si ascolta quello che i clienti desiderano. I consumatori tendono a premiare le aziende che riconoscono i propri errori. Così, l’aver cancellato la gestione dei comandi a sfioramento (spesso definiti imprecisi) potrebbe tradursi in una rinnovata fedeltà al marchio. Una bella scommessa tedesca contro Pechino e le sue macchine con infotainment favoloso.