Volkswagen ID. Polo, la promessa non mantenuta da 25.000 euro

Al lancio ufficiale di aprile 2026, l’unica ID. Polo disponibile sarà quella “muscolosa” e anche quella più costosa.
Volkswagen ID. Polo Volkswagen ID. Polo

L’attesa per la Volkswagen ID. Polo sta per finire, e per l’occasione la piccola di casa è stata avvistata più volte con una mimetica che richiama la leggendaria versione Arlecchino. Un tocco di colore che serve a mascherare non solo il design, ma anche una strategia non troppo pulita. Questa compatta non è solo l’erede elettrica di un’icona a benzina, ma il manifesto estetico del futuro del marchio. Tuttavia, prima di vederla senza veli, dovremo lasciare che la Cupra Raval faccia il suo ingresso trionfale. Una cortesia dovuta a chi ha effettivamente progettato la piattaforma, in un gioco di gerarchie che coinvolge anche la Škoda Epiq.

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Volkswagen ID. Polo

Ma veniamo al “piccolo” dettaglio che sta facendo prudere le mani ai futuri acquirenti, il prezzo. Thomas Schäfer ha sbandierato ai quattro venti che la mobilità elettrica sarebbe diventata accessibile con un listino di partenza di 25.000 euro. Un proclama eroico, peccato che la matematica a Wolfsburg segua logiche creative. Quella cifra si riferisce alla versione base, con motore da 115 CV, batteria LFP da 37 kWh e ricarica “calma” da 90 kW, che però non vedrà la luce prima della fine del 2026 o addirittura del 2027.

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Al lancio ufficiale di aprile 2026, l’unica ID. Polo disponibile (eccezion fatta per la futura GTI) sarà quella “muscolosa” da 211 CV, batteria da 52 kWh e 420 chilometri di autonomia. Prezzo stimato, circa 33.000 euro. Insomma, l’auto del popolo è pronta, a patto che il popolo abbia un discreto extra in banca. Dopo l’estate arriverà una via di mezzo da 135 CV a circa 30.000 euro, cercando di convincere anche chi stava guardando alla sorella maggiore ID.3. Va detto, però, che la ID. Polo offre un bagagliaio da 435 litri, umiliando i miseri 385 litri della ID.3.

Volkswagen ID. Polo

In tutto questo, i concessionari non sembrano intenzionati a unirsi al coro di applausi, ricordando al marchio che promettere un’auto economica per poi lanciare solo le versioni d’élite è un gioco comunicativo pericoloso. I clienti aspetteranno pazientemente il 2027 per la vera “auto economica” o si sentiranno presi in giro?