Volkswagen gela l’Europa: “Il motore a benzina non va vietato, va superato”

Volkswagen rilancia il dibattito sulla transizione elettrica: per convincere gli automobilisti non bastano i divieti, servono prezzi accessibili, ricariche diffuse e vantaggi concreti.
Volkswagen

C’era un tempo in cui il cavallo sembrava insostituibile. Poi arrivò l’automobile, e nessuno dovette vietare le stalle per convincere il mondo a cambiare. È da questa immagine, semplice ma potente, che Martin Sander, membro del consiglio di amministrazione Volkswagen, riparte per riaprire uno dei dossier più caldi dell’industria europea: il futuro dei motori a benzina.

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Auto termiche, Volkswagen spiazza tutti: “Il futuro si costruisce, non si impone”

La sua posizione è netta, ma meno ideologica di quanto sembri. Secondo il manager tedesco, la transizione verso l’auto elettrica non dovrebbe fondarsi soltanto su divieti e scadenze imposte dall’alto. Il vero punto, sostiene, è rendere la nuova tecnologia talmente competitiva da trasformarla nella scelta naturale per milioni di automobilisti.

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Per riuscirci, però, servono condizioni concrete: più colonnine, energia a prezzi sostenibili, informazioni chiare sui vantaggi dell’elettrico e un mercato capace di offrire modelli accessibili. In altre parole, non basta indicare una direzione: bisogna rendere praticabile la strada.

Il tema tocca direttamente l’Europa, che aveva fissato per il 2035 lo stop alla vendita di nuove auto con motori termici, salvo poi aprire a soluzioni più flessibili. Volkswagen, intanto, sembra aver scelto una linea pragmatica. La casa tedesca continua a investire nelle elettriche pure, ma mantiene in gamma motori tradizionali, mild hybrid, full hybrid e plug-in, lasciando al cliente un margine di scelta nella fase di passaggio.

Volkswagen ID.3 Neo

Il paradosso è evidente: l’elettrico rappresenta il futuro dichiarato, ma oggi resta più costoso da produrre e non sempre semplice da usare per tutti, soprattutto fuori dalle grandi città. Per questo la partita non si vincerà solo nelle sedi politiche, ma nelle concessionarie, nelle reti di ricarica e nelle bollette. Quando il vantaggio sarà davvero evidente, il vecchio motore potrebbe uscire di scena senza bisogno di essere cacciato. Sarà il mercato, più dei regolamenti, a decretare il sorpasso definitivo. E a quel punto, tornare indietro sembrerà quasi impossibile.