Volkswagen si prepara a una fase che potrebbe essere ancora più difficile di quanto emerso finora. Il gruppo tedesco aveva già messo sul tavolo un piano pesante, con 50.000 posti di lavoro da tagliare in Germania entro la fine del decennio tra il marchio Volkswagen, Audi, Porsche e CARIAD, la divisione software. Ora, però, secondo un report di Manager Magazin, lo scenario potrebbe essere molto più duro: i tagli potrebbero arrivare fino a 100.000 posti complessivi.
Volkswagen verso una svolta storica: tagli, fabbriche a rischio e riassetto industriale
Il dato, se confermato, segnerebbe una svolta profonda per uno dei simboli dell’industria tedesca. Resta però da capire in quali tempi un piano di questa portata potrebbe essere realizzato. Una parte degli interventi potrebbe arrivare entro il 2030, mentre altri tagli potrebbero essere distribuiti negli anni successivi. Ogni decisione, quindi, dovrebbe passare attraverso un confronto complesso con sindacati e rappresentanze dei lavoratori.
Le indiscrezioni riguardano anche la rete produttiva tedesca. Secondo Manager Magazin, Volkswagen starebbe valutando la chiusura di quattro stabilimenti: Zwickau, Emden, Hannover e Neckarsulm. Gli impianti non verrebbero fermati nell’immediato, ma solo dopo la fine della produzione dei modelli oggi assegnati alle rispettive linee. Il solo fatto che questi siti siano entrati nel dibattito, però, basta a dare la misura della portata della possibile riorganizzazione.
Zwickau è diventato negli ultimi anni uno dei poli principali dell’elettrico per il gruppo, con modelli come Volkswagen ID.3, ID.4 e ID .5, oltre ad Audi Q4 e-tron, Q4 Sportback e-tron e Cupra Born. Emden produce ID.4, ID.7 e ID.7 Tourer. Hannover è legata ai veicoli commerciali, tra Transporter, Caravelle, ID. Buzz, Multivan e California. Neckarsulm, invece, è uno stabilimento storico per Audi, dove nascono modelli come A5, A6, A8 ed e-tron GT.
Il rapporto parla anche di un possibile riassetto societario. Il marchio Volkswagen e la divisione componenti potrebbero essere separati dal gruppo e trasformati in società indipendenti, con la possibilità di una quotazione autonoma in Borsa. Sarebbe una mossa enorme, capace di cambiare l’architettura industriale di un gruppo che per decenni ha costruito la propria forza su una struttura compatta e fortemente integrata.

Da Volkswagen, per ora, non sono arrivate conferme. Un portavoce ha scelto di non commentare le indiscrezioni, senza però respingerle in modo categorico. Una posizione prudente, che lascia aperti molti interrogativi e aumenta l’attenzione su ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi a Wolfsburg e negli stabilimenti tedeschi del gruppo.
