Dopo l’Investor Day di Stellantis, il futuro di Alfa Romeo appare legato in modo particolare alla prossima generazione della Tonale, attesa intorno al 2028 con produzione a Melfi. Mentre su Giulia e Stelvio permangono molti interrogativi, il SUV si profila come il progetto più definito nel piano industriale del Biscione, con un cambiamento di impostazione che potrebbe ridisegnarne profondamente il ruolo all’interno della gamma.

La trasformazione più evidente riguarderebbe le dimensioni, con una crescita stimata fino a 4,6 o 4,7 metri di lunghezza che avvicinerebbe la Tonale al territorio oggi occupato dalla Stelvio. Un salto di posizionamento che la renderebbe un modello maturo e centrale per il marchio, capace di raccogliere almeno in parte l’eredità del SUV di segmento superiore qualora quest’ultimo dovesse subire ritardi o una profonda revisione tecnica. La base di partenza sarà un’architettura condivisa con Jeep Compass, DS 7 e Lancia Gamma, e la sfida per Alfa Romeo consisterà nel trasformare questa piattaforma comune in un prodotto dotato di personalità distintiva.
Le motorizzazioni seguiranno la traiettoria ormai tracciata dalle normative europee e dall’evoluzione della domanda, con il termico puro destinato a cedere il passo a soluzioni mild hybrid, plug-in hybrid ed elettriche. Il linguaggio stilistico potrebbe attingere ad alcuni elementi già introdotti dalla Junior, pur cercando quell’equilibrio tra sportività e sobrietà che resta il tratto più difficile da calibrare per un marchio come Alfa Romeo.

La nuova Tonale si troverà inoltre a convivere con un secondo modello di segmento C emerso durante l’Investor Day, probabilmente più vicino al mondo delle compatte. Il SUV, però, sembra destinato a occupare una posizione di maggiore responsabilità, diventando il riferimento attorno al quale costruire la fase più delicata della transizione elettrificata del marchio, con produzione italiana e ambizioni di respiro europeo.
