Nonostante siamo evidentemente sommersi da una marea inarrestabile di SUV e crossover, c’è chi ancora si ostina a sognare linee slanciate e, soprattutto, bellissime. Il creatore digitale Bruno Callegarin ha recentemente lanciato su Facebook una provocazione visiva che ha colpito al cuore gli appassionati e che si chiama, senza lasciare spazio a fraintendimenti, Alfa Romeo Concept Retrò Style. C’è tutto qui, dice tutto e fa già sognare così.
Questo progetto virtuale non è solo un esercizio di stile, ma una sorta di “placebo digitale” per chi non riesce proprio a digerire le forme dei veicoli che sforna la maggior parte dei produttori. Sì, anche la stessa Alfa Romeo.

Il design della Concept Retrò Style reinterpreta in chiave moderna le silhouette delle leggendarie coupé sportive del passato. È slanciata, dinamica e suggerisce una velocità che le attuali ammiraglie con il “vizio” dell’altezza da terra possono solo sperare di avvicinare. Le proporzioni sono armoniose, eleganti e non hanno bisogno di ruote gigantesche per accentuino delle fattezze più atletiche.

Un’altra magia avviene aprendo idealmente le portiere di questa Alfa Romeo quasi commovente. L’interno, raccontato dallo stesso designer che ne ha pubblicato l’idea, è un trionfo di pelle Frau, un materiale premium che promette morbidezza e una raffinatezza ormai rara. Sedili ergonomici e finiture maniacali creerebbero infine un equilibrio perfetto tra sportività e relax, trasformando l’abitacolo in un salotto lussuoso. Come un’Alfa merita.
Secondo Callegarin, questa visione rappresenta ciò che il Biscione potrebbe diventare se decidesse di fondere seriamente design classico e innovazione. Il post ha generato una valanga di consensi tra gli utenti, estasiati da un’armonia tra passato e futuro che sembra sfuggire ai designer e alle scrivanie ai piani alti di chi può dire “approvato”.
Per quanto la Concept Retrò Style di Alfa Romeo ristori l’anima degli amanti delle “auto di una volta”, resta solo un’ipotesi digitale. Non vedremo nessun elemento del genere nell’evoluzione delle future Giulia e Stelvio, poiché il corso stilistico ufficiale del marchio sembra aver preso tutt’altra strada, più orientata alle esigenze dei bilanci che a quelle della nostalgia degli Alfisti.
