Audi resuscita la A1: adesso c’è posto per una city car premium

Audi potrebbe riportare in vita la A1 in versione elettrica, affiancandola alla nuova A2 e-tron. Il progetto è ancora tutto da confermare.
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La A1 era sparita in silenzio. Nessun funerale in pompa magna, nessuna cerimonia d’addio. Audi aveva semplicemente deciso di toglierla dal catalogo insieme alla Q2, lasciando che la futura A2 e-tron si prendesse il compito di presidiare la fascia bassa della gamma elettrica. Capitolo chiuso. O forse no.

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Mentre i Quattro Anelli ufficializzano il ritorno del nome A2 in versione elettrica, iniziano a circolare voci sempre più concrete su una possibile resurrezione della A1, anche lei, ovviamente, a batteria.

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Il ragionamento di fondo è semplice. Nel 2025 non puoi permetterti di non avere almeno un’elettrica accessibile in gamma, pena l’irrilevanza commerciale nei segmenti di volume. Audi l’ha capito, e l’A2 e-tron sarà la risposta, entry-level del marchio, più cara della cugina Volkswagen ID.3 ma pur sempre pensata per chi non vuole o non può spendere cifre da berlina premium.

Il punto, però, è cosa succede sotto. Perché nel Gruppo Volkswagen si sta costruendo un’intera architettura di city car elettriche low-cost: la Volkswagen ID. Polo e la Cupra Raval sono in rampa di lancio, con un prezzo atteso intorno ai 25.000 euro (in qualche modo low-cost visto cosa c’è in giro) e una piattaforma tecnica già definita. Le linee di produzione sono quelle di Martorell, in Spagna. Ed è proprio lì che, secondo le indiscrezioni, potrebbe affiancarsi un terzo modello, con il badge Audi sul cofano. Una A1 e-tron, di fatto. Stessa base meccanica, stesso stabilimento, marchio diverso e posizionamento premium rispetto alle sorelle di gruppo.

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Il condizionale, però, resta d’obbligo. Audi non ha confermato nulla. Le voci ci sono, gli indizi anche, ma lo sviluppo del modello sembrerebbe non essere nemmeno partito formalmente.

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La piattaforma esiste già, i componenti pure, ma l’arrivo sul mercato non è atteso prima del 2029, nella migliore delle ipotesi. Sempre che il progetto non venga silurato prima ancora di nascere, vittima di uno dei tanti “deitrofront della strategia” che i costruttori tedeschi stanno distribuendo con generosità in questi anni di transizione elettrica complicata.