Trenta nuovi modelli in soli tre anni. Avete capito bene. BMW M non sta semplicemente aggiornando il listino, sta caricando l’artiglieria pesante per un’offensiva che, sulla carta, dovrebbe far tremare i polsi a Stoccarda e dintorni (anche molto di più). Ma mettendo da parte i comunicati stampa e l’entusiasmo di facciata, quello che resta tra le dita è il sapore amaro di un’epoca che finisce sotto i colpi della ragioneria.

Frank van Meel, il CEO della divisione sportiva, lo ha sputato fuori senza troppi giri di parole: il cambio manuale è un morto che cammina. Anzi, è già un fossile, solo che non gli hanno ancora tirato la terra sopra. La scusa? Secondo il manager tedesco “non ha molto senso” perché limita l’erogazione della coppia e peggiora i consumi. Van Meel ammette che gli appassionati lo adorano, ed è per questo che lo hanno mantenuto “fino ad ora”.
Il vero problema, però, non è solo tecnico, è economico. Sviluppare cambi manuali per una nicchia di mercato così ristretta non interessa più a nessuno, men che meno ai fornitori che non hanno intenzione di investire un centesimo in una tecnologia che considerano archeologia meccanica.

Proprio BMW, che ha passato anni a perfezionare sistemi per evitare il temuto “Money Shift”, ora decide che quel pedale della frizione è solo un intralcio burocratico sulla tabella di marcia verso l’elettrificazione totale.
In questo arsenale di 30 novità, che si sommano ai 40 modelli già annunciati, vedremo di tutto, dai restyling pesanti di X5, X6, X7 e della mastodontica Serie 7, fino alla controversa M5 e alla sua variante Touring. Ma il vero elettroshock arriva con la iX3 M e la futura i3 M.
Proprio così, una M elettrica. Se ai puristi viene l’orticaria, la risposta aziendale è glaciale. In paesi come la Francia, dove le tasse sulle emissioni sono diventate una sorta di esproprio per chi vuole un motore termico, l’elettrica ad alte prestazioni inizia ad avere un senso economico, se non emotivo.
Certo, i motori a sei e otto cilindri resteranno in vita ancora per un po’, una concessione quasi romantica per chi vive in luoghi dove ricaricare un’auto a batteria è ancora un’impresa epica. Tecnicamente sarebbe persino possibile montare un cambio manuale su un’elettrica, ma la verità è che nessuno ha voglia di farlo.
