L’italiano, intenditore di motori di auto, sta alla larga dall’elettrico costoso e scomodo: punta sull’usato pratico, comprando benzina e diesel. Il 2025 è stato un anno di crescita per il mercato dell’usato: le auto segnano +2,1% rispetto al 2024, per un totale di 3.221.145 passaggi di proprietà (dati ACI). Per ogni 100 immatricolazioni si sono registrati 208 trasferimenti di proprietà durante il 2025. Insomma, la seconda mano vola al doppio del mercato dell’usato rispetto a quello del nuovo.
Benzina e diesel, exploit italiano
Tre auto su quattro scambiate sul mercato dell’usato sono ancora a benzina o diesel: la verde cresce negli scambi del 2,1% su base annuale, il gasolio scende del 5,4%. Pertanto, dietro pressione delle lobby verdi in UE, le Regioni impongono al Nord Italia restrizioni anti termico, le Zone a Traffico Limitato delle metropoli settentrionali si allineano, ma alla fine il motore a combustione continua a trionfare. Se la competizione non fosse alterata in modo artificioso (tanto da creare disoccupazione), con un arbitro fazioso che fischia a favore dell’elettrico, questo avrebbe una fetta ancora più piccola nel nuovo. Ci sono ecobonus, bonus regalati ai cinesi coi soldi dei contribuenti, ZTL, stalli blu e car sharing, ma le macchine elettriche scompaiono.
Non scherziamo: il nuovo elettrico ha listini improponibili. Per il termico nuovo, si spende tantissimo. Con l’inflazione, il costo delle bollette del gas e la spesa sempre più cara, ci sono spesso altre priorità.
L’italiano è vivo
Il mercato dell’auto usata in Italia ha chiuso il 2025 con un segnale di resilienza che non è solo economico, ma profondamente culturale. Sebbene nel mercato del nuovo subisca una contrazione dovuta alla riduzione dell’offerta da parte dei costruttori, nell’usato il diesel resta un gigante. Anche se i dati generali mostrano un lieve calo percentuale a favore dell’ibrido, il volume assoluto delle transazioni diesel rimane impressionante. L’italiano è vivo. Per fortuna, è andato a vuoto il tentativo di lavaggio del cervello degli influencer green. L’acquirente di usato nel 2025 ha espresso una forte preoccupazione per l’obsolescenza delle batterie.
Comprare un’auto elettrica usata viene percepito come l’acquisto di uno smartphone di tre anni fa: la tecnologia evolve così rapidamente che il rischio di ritrovarsi con un mezzo invendibile. Al contrario, un motore diesel o benzina ben manutenuto è considerato un investimento capace di durare altri dieci o quindici anni senza sorprese.

Più termiche e soprattutto più auto
Non solo. L’italiano adora l’auto termica, non ne fa a meno. Diminuiscono le radiazioni di auto dal Pubblico Registro Automobilistico: -6,5% rispetto al 2024, per un totale di 1.163.974 cancellazioni. Il parco circolante continua schizza alle stelle: ogni 100 vetture nuove, ne sono state radiate 75. D’altronde, i mezzi pubblici incutono timore, sono sporchi, inefficienti, costosissimi, sempre in ritardo, azzoppati dagli scioperi, senza una rete capillare h 24. Sempre e solo in macchina, tutti. Al massimo, in scooter di qualsiasi cilindrata: va bene anche un sano cinquantino a due tempi.
Tutto questo porta il parco circolante italiano a invecchiare ulteriormente, segno che se la politica non offre soluzioni accessibili, il cittadino preferisce riparare il vecchio piuttosto che indebitarsi per il nuovo imposto. Con ripercussioni su sicurezza e ambiente. Il risultato opposto a quello voluto dagli eco fan.
