BYD può aprire la terza fabbrica europea in Spagna per quattro motivi

Stando a indiscrezioni, la cinese BYD sceglie la per il terzo stabilimento europeo dopo quelli in Ungheria e Turchia.
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La Cina automotive ama la penisola iberica: BYD può aprire la terza fabbrica europea in Spagna, dopo quelle in Ungheria e Turchia, stando a indiscrezioni Reuters. Obiettivi, avere un trampolino di lancio per il Vecchio Continente e non pagare i dazi sulle elettriche, visto che sono punite solo le cinesi fatte nel Paese del Dragone. Perché proprio il territorio spagnolo? 

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  1. Costi di produzione relativamente bassi.
  2. Rete di energia pulita. 
  3. Il no della Spagna ai dazi anti Cina.
  4. Le ottime relazioni fra Madrid e Pechino.

D’altronde, la terra magiara va forte per quello, ossia per il prezzo di gas ed elettricità bassi, perché Budapest compra oro blu dalla Russia. Al momento, Italia spacciata (niente Case cinesi da noi): per i costi dell’energia spaventosi che fanno scappare l’automotive iper energivoro, e per il sì ai dazi anti Celeste Impero. La fabbrica prevista in Ungheria è attualmente in costruzione: forse la produzione parte a fine 2025. Lo stabilimento turco dovrebbe aprire nel 2026.

BYD può aprire la terza fabbrica europea in Spagna, con un ma 

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Il country manager di BYD per Spagna e Portogallo, Alberto De Aza, dice che la Spagna sarebbe stata una location ideale per un’ulteriore espansione dell’impronta produttiva europea di BYD grazie alla sua infrastruttura industriale e all’elettricità a basso costo. L’azienda non ha comunicato alcuna decisione finale e sta ancora valutando altri paesi oltre alla Spagna. Una decisione finale sull’impianto, che dovrebbe arrivare prima della fine dell’anno, dovrà essere approvata dalle autorità di regolamentazione cinesi. Il gigante asiatici aveva preso in considerazione altri paesi, tra cui la Germania, sebbene ciò sia stato dibattuto internamente a causa degli elevati costi di manodopera ed energia. No comment da ministero dell’Industria spagnolo e azienda. 

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La Cina in Spagna: Madrid fa festa

Certo che per Madrid è un colpaccio plurimo: da CATL con la Gigafactory (ha annunciato un piano da 5 miliardi di euro nel 2020 per attrarre la produzione di veicoli elettrici e batterie utilizzando i fondi di soccorso pandemico) a Build Your Dreams e ad altri cinesi come Chery che osservano con interesse la zona. Dove creare occupazione con riflessi positivi per l’indotto. 

BYD: invasione europea continua

Le vendite di BYD in Europa sono aumentate del 280% nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo che la casa automobilistica ha iniziato a vendere sia auto ibride plug-in che auto completamente elettriche. Ad aprile che BYD la società ha riorganizzato le sue operazioni europee per aumentare le vendite assumendo più manager e aggiungendo concessionarie per piazzare PHEV e BEV.

UE presa in contropiede

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Bruxelles ha imposto il ban termico, aperto le porte alla Cina, piazzato dazi inutili, e ora si vede invadere con aggiornamento legale delle barriere: per l’UE una doppia sconfitta economica e politica epocale, mentre per Pechino un trionfo. Vincono anche gli USA, che ci venderanno energia a caro prezzo al posto della Russia. Ci siamo ficcati in un vicolo cieco, prima con l’automotive, poi col resto. In quanto all’Italia, la speranza è che il meraviglioso indotto nostrano – il Made in Italy impareggiabile – sia preso in considerazione da BYD.