Il Governo prova a mettere un nuovo argine al caro carburanti. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che proroga il taglio delle accise fino al 6 giugno, evitando così uno stop immediato agli sconti alla pompa. Una misura attesa, soprattutto in una fase in cui il prezzo di benzina e gasolio continua a pesare sui bilanci di famiglie, imprese e categorie produttive.
Il Governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno: sconti su benzina e gasolio, 200 milioni per l’autotrasporto e aiuti per l’agricoltura
Il precedente intervento sarebbe scaduto il 22 maggio. Con il nuovo decreto, lo sconto sulla benzina resta a 5 centesimi al litro, mentre quello sul gasolio viene ridotto da 20 a 10 centesimi al litro. Alla riduzione delle accise si aggiunge poi l’effetto del meccanismo legato all’Iva, che contribuisce a contenere ulteriormente il prezzo finale.
La misura era partita il 19 marzo, dopo il blocco dello Stretto di Hormuz, ed è stata prorogata più volte per accompagnare l’evoluzione dei prezzi energetici. Per lo Stato, però, il costo resta elevato: circa 1 miliardo di euro al mese, coperto in parte dall’aumento dell’Iva sugli stessi carburanti.
Il decreto guarda anche ai settori più colpiti. Per l’autotrasporto sono stati stanziati 200 milioni di euro, una risposta che ha contribuito alla sospensione del fermo dei servizi annunciato dalle associazioni di categoria dal 25 al 29 maggio.

Interventi mirati anche per l’agricoltura, alle prese con rincari su fertilizzanti e gasolio agricolo. Il pacchetto prevede 100 milioni di euro: 40 milioni per il credito d’imposta del 30% sui fertilizzanti e 60 milioni per rafforzare quello del 20% sul gasolio agricolo.
Nel decreto trova spazio anche un primo intervento per l’ex-Ilva, con nuove risorse per garantire continuità operativa. Una manovra ampia, quindi, che prova a tenere insieme emergenza carburanti, trasporti, agricoltura e crisi industriali.
