CATL accelera sulle batterie allo stato solido: nuovo brevetto e maxi fornitura di rame rafforzano i piani per il 2027

Il brevetto CATL spiega il nuovo sistema di batterie allo stato solido per veicoli elettrici
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In Cina CATL nelle scorse ore ha annunciato di aver avviato la fase pilota di sviluppo di una batteria allo stato solido con elettrolita a base di solfuro e densità energetica dichiarata di 500 Wh/kg. Il progetto, noto localmente come Ningde Shidai All-Solid-State, rientra nella corsa del gruppo verso una prima produzione su piccola scala entro il 2027, in un contesto in cui Pechino si prepara a introdurre, nel luglio 2026, il primo standard tecnico nazionale dedicato a questa tecnologia.

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CATL ha ottenuto un nuovo brevetto per batterie a stato solido e si è assicurata una grande fornitura di fogli di rame

Un recente brevetto pubblicato dal costruttore ha svelato come funziona il nuovo sistema dell’azienda cinese. In pratica questa tecnologia si concentra sul materiale attivo del catodo e sul relativo processo produttivo, con l’obiettivo di migliorare la stabilità degli elettroliti al solfuro, da sempre tra gli aspetti più delicati di queste batterie. Secondo le informazioni emerse, CATL si troverebbe oggi a un livello intermedio di maturità tecnologica e punta a raggiungere entro il 2027 uno stadio adatto all’impiego automobilistico su scala pilota, con prototipi da 60 Ah.

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Inoltre il 4 novembre scorso CATL ha siglato un’intesa quadro con Guangdong Jiayuan Technology, assicurandosi capacità produttiva per 626.000 tonnellate di fogli di rame nel triennio 2026-2028. L’operazione, dal valore di circa 66 miliardi di yuan, punta a garantire materiali chiave per i collettori anodici destinati sia alle batterie semisolide sia a quelle completamente a stato solido. Anche se nel 2025 le forniture di Jiayuan hanno inciso in misura minima sulla produzione complessiva, la dimensione dell’accordo viene letta come un chiaro segnale di preparazione industriale.

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Uno dei passaggi più delicati resta quello che porta dai campioni da 20 Ah a celle automotive da 60 Ah. Le batterie al solfuro, infatti, richiedono pressioni elevate e costanti per mantenere stabile il contatto tra i materiali interni, imponendo soluzioni strutturali complesse. CATL ha inoltre riconosciuto che i principali ostacoli oggi sono soprattutto tecnici ed economici: queste celle costano ancora da tre a cinque volte più delle attuali batterie agli ioni di litio.