Dopo oltre 140 anni di storia dell’automobile verrebbe da pensare che l’industria abbia imparato a riconoscere la formula giusta per un modello vincente, ma la Chrysler Delta dimostra quanto possa bastare un cambio di badge nel contesto sbagliato per trasformare un prodotto valido in un fallimento commerciale.
Il modello arrivò nel Regno Unito nel 2011 ed era, nella sostanza, una Lancia Delta del 2008 ribattezzata con il marchio americano. La decisione rientrava nella strategia di Sergio Marchionne, che puntava a sfruttare l’assenza di Lancia dal mercato britannico e il fatto che la Delta fosse già predisposta con guida a destra.

L’idea era dare sostanza alla gamma Chrysler senza investimenti di sviluppo rilevanti, ma il risultato convinse pochissimo. La Delta di terza generazione nasceva sulla piattaforma della Fiat Bravo con un passo allungato di 100 millimetri e in Italia funzionava in modo dignitoso, tanto che nell’arco dell’intera carriera produttiva raggiunse complessivamente 112.759 esemplari. Ancora nel 2012, il modello vendeva circa 14.000 unità all’anno a livello globale, con il 73 per cento delle consegne concentrate sul mercato italiano.
Nel Regno Unito lo scenario fu radicalmente diverso. La Chrysler Delta risultava troppo italiana e sofisticata nello stile per affiancarsi a modelli come la 300C e la Grand Voyager, ma troppo poco distintiva per imporsi contro Golf e Focus. Gli interni tradivano la parentela con la Bravo e FCA non sviluppò mai una variante sportiva capace di evocare il mito della Delta Integrale.

Chrysler UK puntava a vendere 2.500 esemplari all’anno, ma dopo tre anni il modello venne ritirato con poco più di 900 unità complessive, un dato che confrontato con le circa 10.000 consegne annue della stessa vettura in Italia sotto il marchio Lancia evidenzia quanto il contesto e il posizionamento possano vanificare anche un buon prodotto.
Il ritorno della Delta sul mercato non appare ancora confermato, ma secondo le indiscrezioni più recenti il modello potrebbe ripresentarsi dopo il 2028. Al momento, dopo il debutto della nuova Ypsilon, che non sta raccogliendo i risultati commerciali sperati, l’unico lancio previsto nel breve periodo per Lancia è quello della Gamma, e non è escluso che l’azienda voglia prendersi più tempo per valutare con attenzione le condizioni in cui far rivivere un nome dal peso storico così rilevante. Qualche indicazione in più potrebbe arrivare il prossimo 21 maggio, quando Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale di Stellantis.
