Da oggi 8 novembre torna in vigore l’accisa ordinaria sul diesel. Il governo ha lasciato scadere la riduzione temporanea che era rimasta in vigore dal 28 ottobre al 7 novembre. L’aliquota sale da 632,90 a 672,90 euro per 1.000 litri. Si tratta di un aumento di quattro centesimi al litro che, IVA inclusa, equivale a 4,88 centesimi. Il decreto del 27 ottobre aveva utilizzato i maggiori introiti IVA, derivanti dall’aumento dei prezzi internazionali del petrolio, per finanziare la riduzione temporanea dell’accisa.
Accise sul gasolio: i prezzi alla pompa dopo la fine della riduzione
Secondo i dati medi pubblicati l’8 novembre dal Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), il prezzo del gasolio (modalità self-service) sulla rete stradale si attesta a 2,223 euro al litro, un millesimo in meno rispetto a sabato. Il prezzo della benzina scende nella stessa misura, attestandosi a 2,000 euro. Sulla rete autostradale, i prezzi medi in modalità self-service sono pari a 2,277 euro per il gasolio e 2,029 euro per la benzina.
Se si applicasse l’intero aumento fiscale al prezzo medio di sabato (2,224 euro al litro), il costo del gasolio arriverebbe a circa 2,273 euro. Di conseguenza, un pieno da 50 litri verrebbe a costare 2,44 euro in più. Il Mimit segnala che diverse compagnie petrolifere continuano ad applicare tetti massimi volontari ai prezzi dei carburanti.
L’associazione dei consumatori Adusbef fa notare che, nel giro di pochi giorni, il prezzo del petrolio Brent è sceso del 16,2%. Secondo l’associazione, il calo del costo del greggio potrebbe attenuare l’aumento dei prezzi alla pompa.
Il 5 gennaio, secondo i dati di Figisc, la benzina (in modalità self-service) costava circa 1,65 euro al litro, mentre il gasolio si attestava a 1,67 euro. I rincari sono diventati ancora più evidenti dopo l’inizio del conflitto in Iran a fine febbraio, in concomitanza con l’aumento delle quotazioni del greggio e dei prodotti petroliferi raffinati. Rispetto all’inizio dell’anno, i prezzi medi attuali risultano più elevati di circa il 21% per la benzina e il 33% per il gasolio.

L’aumento dei prezzi ha riguardato anche il GPL e il metano (CNG). Secondo un’indagine pubblicata da Quattroruote il 6 novembre, il prezzo del GPL è salito a 0,816 euro al litro, mentre quello del metano ha raggiunto i 2,135 euro al chilogrammo.
