Un furto da mezzo milione di euro di batterie, un rimorchio intero, e nessuno si è accorto di niente. Nella notte, circa due settimane prima che il caso diventasse pubblicato per la prima volta online solo un paio di giorni fa, qualcuno si è portato via un semirimorchio carico di componenti per batterie dal piazzale davanti allo stabilimento Stellantis di Hordain, vicino a Valenciennes, nel nord della Francia.
La struttura presa di mira non è del Gruppo ma di GSF, fornitore di servizi logistici per il gruppo, come riporta La Voix du Nord. Stellantis ha confermato all’AFP il furto e la denuncia alla gendarmeria francese. Il valore della merce, secondo una fonte vicina al caso, come anticipato, si aggira sui 500.000 euro. Sulla provenienza esatta del carico, invece, il costruttore non ha confermato nulla.

La polizia giudiziaria di Lille lavora sull’ipotesi della criminalità organizzata. Difficile capire come sia stato possibile far sparire un rimorchio dalla proprietà e quali misure di sicurezza siano state aggirate. Al momento della prima notizia non risultavano arresti, e nessuno sa dove sia finito il carico.
Il bottino pesa, ma piazzarlo è un altro paio di maniche. Non parliamo di pacchi batteria pronti da montare: L’Automobile parla di un lotto di celle destinate ai modelli ibridi del gruppo. A Hordain Stellantis ha un reparto dedicato all’assemblaggio batterie, dentro un sito che sforna circa 600 veicoli commerciali al giorno.
Il valore di quelle celle non sta solo nei metalli, che a seconda della chimica possono essere litio, nichel, manganese o cobalto (la composizione esatta non è stata resa nota, così come il numero di celle o moduli). Sta nell’intero processo industriale che le rende funzionanti. Proprio qui il ladro si ritrova nei guai: specifiche, tracciabilità e regole di stoccaggio rendono la rivendita un incubo. Non basta trovare uno che cerchi una batteria, serve che sia compatibile e che qualcuno sappia assemblarla.

Il precedente è americano. Un’inchiesta di WIRED, basata su atti di polizia, ha contato almeno undici presunti furti di rimorchi di batterie dagli stabilimenti Tesla in Nevada da dicembre 2025. In alcuni casi i sospetti si sarebbero spacciati per trasportatori autorizzati, con documenti falsi. Come abbiano agito i responsabili in Francia, però, è ancora un mistero.
Tra fornitori, magazzini e fabbriche viaggiano componenti di altissimo valore, e quel tratto di strada è l’anello debole che nessuno guarda. Per Stellantis il danno non si ferma alla fattura. Un lotto mancante può mandare in crisi le consegne, soprattutto con fabbriche a tempi stretti.
Il caso arriva in una regione in pieno cambio d’epoca. A pochi chilometri, la storica fabbrica di motori a combustione di Douvrin ha chiuso il 30 ottobre, con parte del personale dirottato sulla vicina ACC, che le batterie le produce.
