Nove Paesi, un solo motore, una domanda che non invecchia: chi paga per la cinghia che nuota nell’olio? Il 1.2 PureTech di Stellantis è finito davanti ai procuratori, ai giudici e ai tavoli delle trattative in tanti mercati. Il bilancio è un patchwork di denunce e accordi.
Il guaio lo conosce chiunque abbia una Peugeot, Citroën, Opel o DS delle prime generazioni. La cinghia di distribuzione lavora a bagno d’olio e si consuma prima del dovuto. I residui vanno dove non dovrebbero: lubrificazione compromessa, rischio di grippaggio, pompa del vuoto ostruita e servofreno in sofferenza. Il consumo eccessivo di olio è un capitolo a parte.

La Francia ha scelto la via penale. Il 14 febbraio 2025 la piattaforma MyLeo, con l’avvocato Christophe Lèguevaques, ha depositato una denuncia per 883 persone. Il 23 luglio 2026 se ne sono aggiunte altre 1.433. Il 17 ottobre 2026 l’Associazione delle vittime di PureTech ha confermato il deferimento alla procura di Nanterre. Le accuse, aver ingannato i clienti e aver compromesso la sicurezza, restano quelle dei denuncianti. Una sentenza è un’altra cosa.
In Spagna Stellantis sembra preferire il tavolo al tribunale. Dopo le prime 112 istanze di conciliazione presentate a Vigo nel dicembre 2024, AFESTEL rivendica oltre 4.000 accordi. Una sentenza collettiva definitiva, però, non c’è. In Israele l’azione collettiva è partita alla fine del 2020 e si tratta ancora: l’udienza sull’accordo è fissata per il 24 novembre 2026 al Tribunale distrettuale centrale di Lod.
Nei Paesi Bassi Stellantis ha messo a segno l’unico rigetto. Il 4 settembre 2024 il tribunale di Amsterdam ha respinto le richieste di Smilease. Era una lite commerciale tra società di leasing e costruttore, non una class action di consumatori.
L’Italia, per ora, raccoglie segnalazioni. Il Movimento Consumatori ci lavora dal 7 aprile 2025, il Movimento Diritti Europei per conto suo. Aule di tribunale, invece, zero. In Belgio Testachats ha fatto reclamo all’Ispettorato economico e incalza Stellantis sui ritardi dei rimborsi, senza azione collettiva. In Portogallo si procede caso per caso: a Oeiras il proprietario di una Peugeot 2008 ha già in mano le perizie contro Stellantis e un concessionario di Carnaxide.
Dalla Turchia arriva la vittoria del singolo. Un proprietario di Peugeot 3008 ha avuto ragione a settembre 2025, dopo una pronuncia favorevole della Commissione di Ankara e il passaggio in tribunale. In Polonia l’Autorità TDT spiega come presentare reclamo, mentre il costruttore offre una copertura fino a 10 anni o 180.000 km e il rimborso delle spese già sostenute.
