A Mirafiori si lavora col giubbotto addosso. Purtroppo, non ci troviamo davanti a una trovata di stile, ma alla risposta dei sindacati al gelo nel reparto Veicoli Speciali, dove un centinaio di addetti ha denunciato temperature fuori misura.
Fim e Uilm, nei loro volantini, lo hanno ribattezzato «il Polo Nord». Si parla, infatti, di condizioni “del tutto proibitive per lavorare” e si chiede di intervenire sul riscaldamento. Intanto i capi pesanti sono arrivati dai rappresentanti dei lavoratori, non dall’azienda. Un dettaglio che qualche domanda la lascia.

Il 3 novembre, nel sito Mopar di Rivalta, novanta lavoratori hanno segnalato il freddo in diverse aree e fermato temporaneamente l’attività. Le segnalazioni riportate dal Corriere Torino parlano di 15 gradi con il 46% di umidità. Da brividi, appunto.
Igor Albera, della Fim-Cisl, punta il dito sulle priorità: si investe su yoga e aree break, dice in sostanza, mentre nelle officine si congela. Il rischio, per il sindacato, è che impianti datati e interventi carenti rendano sempre più difficile lavorare nei reparti ancora in funzione.
Inoltre, i reparti in funzione sono sempre meno. Dal 9 al 13 novembre arriva la quarta settimana consecutiva di cassa integrazione per le Carrozzerie, la linea della 500 resta ferma e nessuna sigla ha firmato il verbale dopo il mancato accordo sulla maturazione dei ratei.
Stellantis parla di componenti che mancano. Gianni Mannori, della Fiom, la chiama un alibi: il vero problema, secondo lui, è la debolezza delle vendite della 500 ibrida, che rende urgente un secondo modello per reggere i volumi.
Arnaud Belloni ammette che un’altra vettura è allo studio, ma Antonio Filosa condiziona tutto a migliori condizioni produttive, energia in testa. Sul tavolo, per ora solo ipotesi: una collaborazione con marchi cinesi o una nuova 500 elettrica.
Nel comprensorio, intanto, restano attivi il Battery Test, il polo del riciclo Sustainera e la produzione di cambi ibridi. Ottime cose, ma non sono il reparto dove nascono le auto.
