L’auto sta cambiando pelle, e il terremoto di cui si parla di più al momento è quello che arriva direttamente da Maranello. Via il canto celestiale del V12 che squarcia l’aria di Fiorano: il futuro prossimo della Rossa si chiama Ferrari Luce, e corre sui binari silenziosi degli 880 volt.
Le recenti foto pubblicate da CarScoops mostrano un prototipo che cerca disperatamente di nascondersi sotto pannelli mimetici pesanti come corazze, ma la sostanza non si può celare: la prima Ferrari elettrica della storia è realtà e debutterà ufficialmente a maggio 2026.

Per quanto riguarda l’aspetto, il prototipo immortalato sulla neve svedese mostra comunque le linee laterali e il design delle portiere (che dovrebbe essere quello definitivo). Nella parte anteriore, la Luce presenta fari anteriori bassi con indicatori di direzione posizionati al di sopra di essi. I veicoli elettrici non richiedono i complessi sistemi di aspirazione e raffreddamento delle auto a benzina, per questo motivo, sulla Luce, i designer hanno mantenuto solo un’apertura centrale nella parte inferiore della fascia anteriore, eliminando la tradizionale griglia superiore per un aspetto più pulito.

La supercar elettrica cerca ancora di “aumentare artificialmente” l’altezza della carrozzeria e coprire strettamente i montanti B e C, stratagemmi che al momento rendendo difficile vedere le vere linee fastback.

Mentre i tecnici s’inventano finti tetti per camuffare una linea fastback che promette di essere “tagliente”, i numeri mettono subito in chiaro che qui non si scherza con le prestazioni. Parliamo di oltre 1.000 cavalli scaricati a terra con una violenza tale da bruciare lo 0-60 mph in appena 2,5 secondi. La velocità massima? 320 km/h, non poteva essere altrimenti.
La vera sfida non è la velocità, ma l’anima. Per alimentarla, Ferrari ha scelto un pacco batterie raffreddato a liquido da ben 122 kWh, garantendo un’autonomia che dovrebbe superare i 500 chilometri. Un dato necessario per non trasformare il sogno del Cavallino nell’incubo della ricarica continua.
Per l’abitacolo, c’è lo zampino di Jony Ive, l’uomo che ha dato forma agli iPhone. In un’epoca di schermi giganteschi che sembrano televisori appiccicati al cruscotto, la Luce va controcorrente: niente “cinema” centrale, ma uno schermo di infotainment girevole su giunto sferico, regolabile con una maniglia metallica.
