La cinese Xpeng P7+, presentata al Salone di Bruxelles, si posiziona come una sfidante diretta e aggressiva alla Volkswagen ID.7. È una battaglia fra elettriche, con un problema per la Germania, che ha voluto il Green Deal nel 2019 col ban termico 2035: il Dragone è superiore nel settore BEV in tutto e per tutto, con la forbice che si allarga sempre più. Con un prezzo di partenza fissato a 46.600 euro in Germania, la P7+ si colloca al di sotto della soglia psicologica dei 50.000 euro, offrendo di serie equipaggiamenti straordinari.
- Standard Range: 46.600 euro
- Long Range: 49.600 (con un sovrapprezzo di 3.000 euro per una batteria più grande e dotazioni interne premium).
- Performance: Top di gamma incentrata sulla potenza.
Strategia aggressiva
Questa strategia è chiaramente volta a sottrarre quote di mercato a tutte le tedesche a alla Tesla Model 3, offrendo però dimensioni superiori (5,07 metri di lunghezza) che la portano nel segmento delle berline executive (E-segment), dove solitamente i prezzi sono molto più elevati.
La competizione si gioca sulla piattaforma SEPA 2.0. La Xpeng P7+ vanta un’architettura a 800 Volt. Questo si traduce in prestazioni di ricarica drasticamente superiori. Supporta picchi fino a 446 kW, permettendo di passare dal 10% all’80% di carica in circa 12 minuti. In condizioni ottimali, bastano meno di 10 minuti per recuperare l’80% dell’energia.
Xpeng definisce la P7+ come il primo veicolo AI al mondo, integrando sistemi di assistenza alla guida (ADAS) basati su visione pura (VLA 2.0) gestiti da chip Turing con una potenza di calcolo di 2250 TOPS.

Accordi locali
Per contrastare i dazi europei sulle importazioni cinesi di BEV e stabilizzare i prezzi, Xpeng ha stretto un accordo con Magna in Austria per la produzione locale. Questo permetterà al brand di evitare le fluttuazioni tariffarie e di presentarsi al pubblico europeo non come un “invasore” lontano, ma come un produttore con radici industriali nel Vecchio Continente. In ogni caso, è una manovra perfettamente lecita, come BYD insegna: vedi la fabbrica in Ungheria.
Terremoto auto in Germania
In parallelo, la Germania trema per la disoccupazione automotive diretta e nell’indotto. Il più recente segnale arriva da Aumovio, la divisione automotive nata dallo spin-off di Continental, che ha annunciato il taglio di 4.000 posti di lavoro a livello globale. Per anni, la transizione verso il veicolo elettrico (EV) è stata narrata come una marcia trionfale verso la sostenibilità. Tuttavia, nel 2024 e all’inizio del 2025, la favola si è scontrata con una realtà brutale: la domanda dei consumatori non segue i ritmi imposti dai regolatori europei. Il rallentamento delle vendite di auto a batteria, unito ai costi energetici elevati e alla concorrenza asiatica, ha creato una tempesta perfetta.
Il caso di Aumovio è emblematico. L’azienda si è separata dalla casa madre Continental proprio per focalizzarsi sulle tecnologie del futuro (software, guida autonoma, connettività), ma si trova ora a dover ridimensionare drasticamente la propria forza lavoro per preservare la redditività in un mercato che non cresce come previsto. I 4.000 esuberi si aggiungono ai piani di ristrutturazione già annunciati da giganti come Bosch, ZF Friedrichshafen e Michelin.
