Maserati vende meno: la strategia punta sulla qualità, si spera che basti

Maserati chiude il primo semestre 2026 con -37% di immatricolazioni. La nuova strategia punta sull’esclusività, ma i numeri parlano chiaro.
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Il sogno era quelle delle 50mila vetture, il numero che avrebbe trasformato Maserati in un attore credibile nel lusso di volume. Poi i modelli sono invecchiati, l’elettrico non ha convinto, e le vendite hanno iniziato a scendere con costanza.

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Nel primo semestre 2026 il Tridente ha immatricolato 2.737 unità nei principali mercati, contro le 4.366 dello stesso periodo del 2025. Un calo del 37% che non è un incidente di percorso, ma la fotografia di una crisi strutturale ancora in corso.

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Gli Stati Uniti, primo mercato del marchio, cedono il 46% fermandosi a 876 unità. L’Italia scende a 623, con una flessione del 39%. Giappone e Germania arretrano rispettivamente del 27% e del 28%. Qualche barlume arriva dal Regno Unito, su del 49% con 255 immatricolazioni, e dalla Svizzera, in crescita del 20%. Numeri che non spostano però l’ago della bilancia.

La risposta di Maserati non è un piano di rilancio commerciale classico. Jean-Philippe Imparato, ex amministratore delegato, lo aveva detto senza giri di parole: tra 15.000 e 20.000 auto l’anno bastano per essere competitivi, il volume non è più l’obiettivo. Lo è la marginalità, la qualità percepita, la personalizzazione.

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Se non puoi crescere in quantità, cresci in valore. La gamma si orienterà verso uno stile più aggressivo, ispirato alla MCXtrema. GranTurismo, GranCabrio e MCPura riceveranno scarichi in titanio per esaltare il sound, un dettaglio che racconta molto sulle priorità. Il V6 Nettuno continuerà ad espandersi, con la Grecale declinata in versioni da 390 a 550 CV. Le competizioni restano centrali, con la GT2 già in pista e una GT4 derivata dalla GranTurismo in arrivo.

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La Grecale aggiornata, con nuove varianti ibride, è attesa per il 2027. L’erede della Levante e una nuova Quattroporte dipendono da una partnership industriale ancora in fase di definizione, il che sposta l’orizzonte al 2029 o al 2030, forse oltre.

Maserati deve anche tenere il marchio vivo con una gamma che invecchia, in mercati che non perdonano le assenze. Costruire un’identità più esclusiva è una strategia sensata.