Le unità consegnate nel 2025 sono state meno di 8mila, contro le 11.300 dell’anno precedente. L’azienda dichiara perdite operative rettificate a 198 milioni di euro. I numeri di Maserati oggi spiegano tutto quello che sta per succedere.
Stellantis è in trattative con Huawei e il gruppo cinese JAC per una collaborazione industriale a lungo termine sul marchio del Tridente. L’obiettivo è un modello sviluppato congiuntamente, atteso entro la fine del 2027. La notizia è stata confermata anche da fonti Reuters, notoriamente molto affidabili. Stellantis, come da copione, non ha confermato né smentito.
Il progetto poggerebbe sulla piattaforma Harmony Intelligent Mobility di Huawei, con JAC che contribuisce all’ingegneria e alla produzione. A Maserati resterebbero il design, il tuning e il posizionamento nel segmento lusso. L’architettura tecnologica, invece, sarebbe in larga parte cinese.
L’aspetto più curioso riguarda la strategia commerciale. In Cina il modello potrebbe essere venduto con il marchio Maextro, il brand di lusso sviluppato da Huawei e JAC, mentre sui mercati internazionali porterebbe il nome Maserati. Lo stesso progetto, dunque, porterà due identità, sempre nel lusso, rigorosamente elettrificato da una parte all’altra del globo. Lo stesso modello avrebbe due interpretazioni diverse, dipende dove vi trovate.

Huawei non produce automobili in senso stretto, fornisce sistemi elettronici, software e connettività a diversi produttori cinesi, condizionando sempre più la definizione del prodotto finale. JAC, dal canto suo, ha già collaborato con Volkswagen e qui, neanche a dirlo, l’esperienza industriale c’è, così come il know-how tecnologico.
Maserati ha già tentato la strada dell’elettrificazione con la Grecale Folgore, la GranTurismo Folgore e la GranCabrio Folgore, ma le vendite non hanno compensato gli investimenti necessari per sviluppare una gamma elettrica proprietaria. Una piattaforma cinese avanzata significherebbe accesso alla tecnologia senza sostenerne da sola i costi. Un compromesso, certo, forse l’unico praticabile.

Gli stabilimenti italiani di Cassino e Modena restano nel quadro, almeno sulla carta. Reuters segnala che un accordo avrebbe un impatto positivo sui ritmi produttivi di entrambi i siti, ma la sede di produzione del nuovo modello non è ancora definita, e sarebbe ingenuo darlo per scontato.
A dicembre Stellantis presenterà la sua strategia a lungo termine per Maserati. Qui si potrà davvero capire con quale formula industriale il Tridente intende sopravvivere.
