Il ritorno della Levante, insieme alla Grecale, viene indicato come uno dei passaggi decisivi per il rilancio di Maserati, dopo una fase segnata da volumi in calo, programmi rinviati e conti inferiori alle attese. Lo sviluppo del nuovo SUV risulta già avviato, anche se il Tridente non ha ancora reso noto quando arriverà, come sarà costruito e dove verrà assemblato.

Tra le ipotesi emerse compare lo stabilimento Stellantis di Cassino, dove potrebbe affiancare altri modelli premium del gruppo. Ulteriori dettagli potrebbero emergere nel corso di un incontro con gli investitori previsto a Modena verso la fine dell’anno, occasione nella quale dovrebbe essere illustrata la strategia industriale dei prossimi anni.
Santo Ficili ha anticipato che il marchio tornerà presto a presidiare il segmento occupato dalla Levante, chiarendo al tempo stesso l’impostazione del progetto. L’obiettivo non sarebbe realizzare un SUV estremo, concepito per inseguire potenze elevatissime o per misurarsi direttamente con Ferrari Purosangue e Lamborghini Urus, quanto piuttosto recuperare i tratti che hanno storicamente caratterizzato le granturismo del Tridente.

La precedente Levante, uscita di produzione nel 2024, aveva ampliato progressivamente la gamma fino alle versioni spinte dal V8 biturbo da 3,8 litri e circa 580 CV. L’erede dovrebbe allontanarsi da quella corsa alle prestazioni assolute per privilegiare il comfort di marcia, curando in modo particolare la qualità dei materiali e l’atmosfera dell’abitacolo.
Ficili ha individuato nell’artigianalità italiana e nella raffinatezza degli interni il terreno sul quale ricostruire l’identità del marchio, delineando un SUV di lusso pensato per viaggiare rapidamente e comodamente. Un’impostazione simile consentirebbe un posizionamento meno elevato rispetto alle rivali più esclusive, ma prezzi e motorizzazioni restano sconosciuti e ogni valutazione sulla maggiore accessibilità rimane un’ipotesi.
