Ola Källenius torna a far sentire la sua voce nel dibattito europeo sull’auto elettrica e lo fa con toni molto netti. Secondo il numero uno di Mercedes-Benz, spingere troppo in fretta verso quote altissime di elettrico senza considerare il ritmo reale del mercato potrebbe produrre un effetto contrario a quello sperato: invece di accompagnare la transizione, si rischierebbe di comprimere il mercato e mettere in difficoltà l’intero settore.
Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz, lancia l’allarme
Il punto, per Källenius, non è la tecnologia. Le Case automobilistiche, Mercedes compresa, stanno continuando a investire in modo massiccio sull’elettrico, sviluppando piattaforme, modelli e soluzioni sempre più avanzate. Il problema, però, è che tutto questo non basta se i clienti non sono ancora pronti a seguire lo stesso ritmo. Ed è qui che, secondo il manager svedese, si sta creando uno scollamento sempre più evidente tra l’ambizione della politica europea e la realtà che si vede ogni giorno nelle concessionarie.
Il tema è delicato perché riguarda direttamente gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni. Le normative impongono ai costruttori di abbassare in modo drastico la CO2 media delle auto vendute, e questo significa aumentare rapidamente il peso dei modelli elettrici all’interno delle gamme. Sulla carta la direzione è chiara. Nella pratica, però, il mercato non sta correndo alla stessa velocità.

Secondo Källenius, forzare questa transizione oltre un certo limite rischia di diventare controproducente. Per molte persone l’auto elettrica continua a essere una scelta non ancora del tutto naturale, per motivi che vanno dal prezzo di acquisto alla rete di ricarica, passando per dubbi legati all’autonomia, ai tempi di rifornimento e più in generale all’uso quotidiano. Finché questi ostacoli resteranno così evidenti, immaginare una crescita esplosiva delle vendite di elettriche potrebbe voler dire ignorare il comportamento reale dei consumatori.
Ed è proprio qui che si apre il problema per i costruttori. Se le vendite di elettriche non salgono abbastanza in fretta, le Case rischiano di dover ridurre la spinta sui modelli termici più redditizi oppure di essere costrette a incentivare pesantemente i modelli a batteria, abbassando margini e redditività. In altre parole, una transizione troppo rigida potrebbe mettere sotto pressione i conti proprio mentre il settore ha bisogno di investire enormi risorse per cambiare tecnologia.

Källenius, che oltre a guidare Mercedes-Benz è anche presidente dell’ACEA, insiste molto su questo aspetto. Il timore è che l’industria europea si trovi a pagare multe pesantissime per il mancato raggiungimento degli obiettivi, sottraendo capitali preziosi a ricerca, sviluppo e innovazione. E in una fase in cui i costruttori cinesi stanno diventando sempre più presenti e competitivi in Europa, perdere risorse in sanzioni sarebbe, dal suo punto di vista, un errore strategico.
