Dicono che la Mercedes Classe A sia “finita” almeno una volta ogni stagione. Tra ribaltamenti, crisi d’identità e voci di corridoio che ne annunciavano il funerale imminente, la piccola di Stoccarda è ancora qui, a fare da baluardo contro l’invasione dei crossover.
Mentre tutti si travestono da SUV per compiacere la moda che ha ormai saturato i listini, lei resta orgogliosamente un’hatchback. Lo conferma una fonte interna che mette i puntini sulle “i”. GLA e GLB presidiano già il segmento dei finti fuoristrada, la Classe B è andata in pensione con il suo carico da monovolume e la Classe A rimane fedele a se stessa. O quasi.

Perché il vero banco di prova arriverà nel 2028 con la quinta generazione. Qui non si parla solo di restyling, ma di una rivoluzione industriale che poggia sulla piattaforma MMA (Mercedes Modular Architecture), la stessa ossatura della nuova CLA.
Parliamo di sistema a 800 volt, ricarica rapida e un’autonomia dichiarata che sfiora i 750 chilometri nella versione full electric. Pacco batterie integrato nel pianale che, inevitabilmente, alzerà un filino la seduta. Sarà un “crossover basso”? Forse, ma a Stoccarda giurano che l’anima resterà quella di una berlina compatta.
Il design porterà l’ultima firma di Gorden Wagener, il “re sole” dello stile Mercedes uscito di scena a gennaio dopo quasi trent’anni. Aspettatevi un frontale a “naso di squalo” e, per chi ama l’ostentazione, una griglia illuminata opzionale con la bellezza di 142 stelle. Più lunga, più larga, più cattiva per mangiarsi lo spazio lasciato vuoto dalla Classe B sparita dai radar nel 2025. C’è persino in ballo un cambio di nome, ovvero Mercedes CSA (Compact Sports A-Class).

Mentre la produzione trasloca da Rastatt alla più economica Kecskemét, in Ungheria, Audi sta già lucidando le armi con la A2 e-tron, l’erede elettrica pronta a dare battaglia nel segmento premium compatto. Nel 1997 la Classe A rischiò di morire per un test dell’alce; nel 2028 dovrà sopravvivere al test del mercato elettrico e dei prezzi che lievitano.
