Le dichiarazioni di Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo, hanno suscitato parecchio clamore negli ultimi giorni. Le sue parole hanno lasciato intendere che i piani originali per la nuova Stelvio e la nuova Giulia subiranno modifiche sostanziali a causa dell’andamento del mercato elettrico, decisamente al di sotto delle aspettative. La conseguenza diretta è che entrambi i modelli del Biscione non saranno più esclusivamente elettrici, ma adotteranno una gamma multi-energia che includerà anche motorizzazioni termiche, probabilmente ibride.

Di conseguenza si è subito pensato ad un completo azzeramento del progetto, soprattutto considerando che i prototipi della nuova Stelvio erano già stati avvistati durante i test su strada. In realtà, dalle voci provenienti da Cassino emerge un quadro leggermente diverso. Non si tratterebbe di ricominciare tutto da capo, ma piuttosto di salvare quanto più possibile del lavoro già svolto, adattandolo alle nuove esigenze che prevedono l’integrazione di motori termici accanto alle versioni elettriche.
Ovviamente questo cambiamento di rotta comporterà inevitabilmente diverse modifiche, anche dal punto di vista estetico. Si parla soprattutto della parte anteriore del veicolo, che dovrebbe essere riprogettata in maniera piuttosto evidente, e forse anche di alcuni ritocchi al posteriore. L’entità precisa degli interventi resta difficile da quantificare, anche perché il progetto originale non vedrà mai la luce e quindi mancherà un termine di paragone diretto.

La nuova Stelvio nascerà comunque nello stabilimento di Cassino, dove la produzione dovrebbe cominciare nella seconda metà del 2028. La base tecnica sarà la piattaforma STLA Large, che sarà adattata per accogliere al meglio le motorizzazioni termiche. Questo riguarderà anche la versione Quadrifoglio, che rappresenta il vertice della gamma.
Potrebbero arrivare novità concrete già in primavera, prima quindi della presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis che sarà presentato dal CEO Antonio Filosa al Capital Markets Day del gruppo entro la prima metà del 2026.
