La Fiat Freemont torna in un’interpretazione digitale che sostituisce la parentela con la Dodge Journey con una carrozzeria ricavata dalla Jeep Compass. L’idea è di Kleber Silva, creatore digitale conosciuto come KDesign, che adatta il SUV al disegno delle Fiat più recenti.

Fiat ha infatti presentato a Parigi le nuove Grizzly e Grizzly Fastback, entrambe sotto i quattro metri e mezzo e sviluppate per offrire alimentazioni termiche, ibride ed elettriche. Nello stesso contesto, la Multiplay ha esplorato l’idea di una familiare trasformabile e Multiplina quella di un quadriciclo urbano per quattro occupanti. Sono questi i progetti illustrati dal marchio, ai quali Silva aggiunge idealmente la propria lettura della Freemont.
L’operazione richiama il modo in cui nacque il modello originale, mostrato a Ginevra nel 2011 all’inizio della collaborazione Fiat-Chrysler. La Journey forniva la base e la fabbrica di Toluca, in Messico, ne curava la costruzione. In 4,89 metri la Freemont ricavava un abitacolo per sette, con possibilità di abbattere le sedute e distribuire gli oggetti in diversi scomparti.

La gamma iniziale utilizzava il Multijet diesel di due litri, offerto con potenze di 140 e 170 CV, prima dell’ampliamento a trasmissione automatica e quattro ruote motrici. Fiat aveva inoltre rivisto l’assetto, la risposta del comando di sterzo e l’isolamento acustico, intervenendo sulla vettura americana per avvicinarla alle abitudini degli automobilisti europei.
Nella Freemont virtuale il richiamo alla Compass emerge dal profilo squadrato, con archi ruota evidenti e padiglione pressoché piatto. L’azzurro della verniciatura viene interrotto dal nero del tetto e delle protezioni, ai quali si aggiungono mancorrenti argentati e ruote dalla finitura bicolore. Davanti si nota il nome Fiat fra i fari, all’interno di un elemento nero sviluppato in larghezza che richiama la Grande Panda.

Il trattamento scuro ricompare dietro e racchiude luci suddivise in più sezioni, sopra la denominazione Freemont e l’indicazione Hybrid. Quest’ultima esprime una scelta dell’autore, che lascia ancora aperta la definizione di un sistema propulsivo. L’interno conserva l’impostazione della Jeep, adattata attraverso il marchio Fiat sul volante, con strumenti digitali, monitor dell’infotainment e una manopola per selezionare le marce.
Arnaud Belloni ha inoltre anticipato un modello Fiat di dimensioni ridotte e dal posizionamento competitivo, insieme allo studio di un’altra vettura per Mirafiori. Antonio Filosa ha subordinato ulteriori assegnazioni alla capacità di migliorare le condizioni industriali, indicando soprattutto il costo dell’energia e la gestione della logistica.
