Previsioni vendite auto elettriche nel mondo: sbagliate stile oroscopo

Qualsiasi stima sulle immatricolazioni di auto elettriche a livello globale s’è rivelata del tutto sbagliata: a questo punto, qualsiasi altra previsione è da prendere con le molle.
Previsioni vendite auto elettriche nel mondo Previsioni vendite auto elettriche nel mondo

Dal 2019, decine di previsioni sulle vendite di auto elettriche nel mondo si sono rivelate completamente errate. Si tratta di stime da parte di associazioni ed enti autorevoli. Mega esperti e consulenti che analizzano infiniti fattori chiave prima di arrivare a un numero. Il quale dava anche un titolo classico roboante del tipo: boom auto elettrica nel mondo per il 2024. 

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Ciao ciao BEV yankee

Innanzi al flop colossale delle targhe di BEV sul pianeta, si è scelto di puntare su due aree (Cina a parte, mondo a sé): gli USA di Biden e l’UE coi verdi al potere. Il problema è che i sussidi di Sleepy Joe sono stati cancellati dai votanti, i quali hanno scelto Trump. Di qui, il tutto termico, con conseguenti investimenti di vari Gruppi negli States (vedi i 13 miliardi di dollari di Stellantis). Da parte loro, i green sinistroidi non riescono più a spingere come prima per le elettriche, dovendo fronteggiare la crisi delle Case, la disoccupazione dilagante nell’automotive, l’indotto con licenziamenti a non finire.

Inversione a U della Germania verso il termico

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Prima la Francia col superdebito e poi la Germania con l’instabilità economica e sociale non rappresentano più le stampelle politiche delle lobby green. Berlino ha chiesto l’abolizione del taglio del 100% di CO2, ottenendo per ora un misero 90%. Chiaro che il target sia lo 0%, ma ci si arriverà poco alla volta.

Che fine fanno le accise sul diesel

Servirebbero in Europa più soldi dei contribuenti (tasse) per colonnine e incentivi auto elettriche, ma è difficile scovare quattrini. Le accise sul diesel verranno usate per sanità e pensioni, non per le BEV. Sicché queste autorevoli previsioni si sono trasformate in analisi stile oroscopo: ce ne fosse una azzeccata. 

L’asso nella manica: l’auto a benzina fatta passare per elettrica 

La seconda soluzione per consulenti ed esperti è barare. Non sai giocare a poker, bluffi male e allora t’infili l’asso di cuori nella manica. Ieri, si usa solo la parola BEV, auto elettrica al 100%. Adesso, si fa un mischione tremendo, utilizzando le PHEV: auto termiche con motore a benzina, a combustione, classico, tradizionale, più la batteria ricaricabile. Si uniscono BEV e PHEV nella stessa statistica chiamandole EV. Fingendo che siano tutte elettriche. Una truffa mediatica. Una frode cognitiva. È come un difensore che crea il buco sul dischetto del rigore a furia di scarpate per far sbagliare l’avversario che calcia il pallone del penalty alto: si bara. Una sorta di penultima spiaggia.

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Lezione di onestà e trasparenza della Cina. Che distingue: BEV e PHEV le separa sempre, chiamando l’insieme NEV, Veicoli a Nuova Energia. E inondando con intelligenza l’Europa di PHEV.

Previsioni vendite auto elettriche nel mondo

Grandi flotte green: obbligo per gli Stati

La mossa della disperazione è passare dalle multe alle Case per la CO2 con pressione sui consumatori lato offerta, alle multe agli Stati con multe ai governi lato domanda: obbligo di flotte green. Una misura dal sapore dirigistico che odora di Unione Sovietica anni 1970, coi pensatori verticali in grado di emozionarsi solo innanzi a una batteria cinese. Dal boom delle vendita al boom dei trucchetti anacronistici pur di vincere. La vera stima la dà solo il mercato, sacro: il consumatore, unico verso sovrano automotive.