Ritorsione cinese contro i dazi auto: l’industria europea trema

Ippolito Visconti Autore News Auto
I politici dell’Unione europea hanno introdotto extra dazi sulle auto elettriche cinesi, ora parte la ritorsione del Dragone, e per l’industria del Vecchio Continente inizia l’inferno.
cina

I politici dell’Unione europea hanno introdotto extra dazi sulle auto elettriche cinesi, ora parte la ritorsione del Dragone. E per l’industria del Vecchio Continente inizia l’inferno. Un conto è il politico che parla di green, un altro conto è il responsabile aziendale che deve guardare al profitto e ai livelli occupazionali. Ci sono indagini occhio per occhio da parte della Cina sulle importazioni europee di brandy e carne di maiale, colpendo prevalentemente interessi commerciali francesi, spagnoli, olandesi e danesi. Ossia proprio di chi ha spinto per i dazi.

Il quotidiano Global Times, sostenuto dallo Stato cinese, ha anche riferito che i funzionari stanno valutando la possibilità di aprire un’indagine anti-sovvenzioni sulle importazioni europee di prodotti lattiero-caseari. E di imporre tariffe sulle auto a benzina di grande motore prodotte in Europa, colpendo i tedeschi. L’industria europea trema. 

salone auto cina

Pasticcio di Macron

Macron e Parigi hanno fortissimamente voluto i dazi auto elettriche cinesi: c’è stata una forte pressione sulla Von der Leyen. Allora adesso Pechino restituisce tutto. Ma lo fa a gradi. Si inizia con una dimostrativa tiratina d’orecchi, un avviso ai naviganti. La Cina ha annunciato il prossimo passo nella sua indagine antidumping sulle importazioni, aumentando le tensioni lo stesso giorno in cui entrano in vigore le tariffe provvisorie della Commissione europea sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese.

Carota e bastone cinese

La Cina sa come dominare la scena politica ed economica, trovandosi innanzi un rivale debole e frastornato come l’Ue. Ieri, Pechino ha usato la carota: un portavoce del ministero del Commercio ha sottolineato in una conferenza stampa che Bruxelles e Pechino dovrebbero rimanere al tavolo dei negoziati prima che il blocco confermi tariffe fino al 37,6% sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese. Oggi, ecco la prospettiva di ritorsioni mantenuta. In parallelo, il Dragone invita l’Ue a cancellare le sue tariffe sui veicoli elettrici. Ha detto che non vuole essere coinvolta in un’altra guerra tariffaria (ha già in corso quella contro gli Usa). C’è una finestra di quattro mesi durante la quale le tariffe per i veicoli elettrici sono provvisorie e si prevede che proseguiranno intensi colloqui tra le due parti mentre Pechino minaccia ritorsioni ad ampio raggio. I cinesi strapazzano i politici tedeschi, esortandoli ad agire contro i dazi Ue: pena, i contro dazi cinesi su Audi (VW), BMW e Mercedes.

Cosa fanno i produttori cinesi

SAIC Motors chiederà ufficialmente alla Commissione europea di tenere un’audizione sulle sue tariffe provvisorie sul produttore cinese di veicoli elettrici, ha affermato la società in una nota venerdì. La società madre non quotata di Geely Automobile deve far fronte a dazi aggiuntivi del 19,9%, oltre al dazio standard del 10% dell’Ue sulle importazioni di automobili. I marchi cinesi MG (SAIC) e NIO hanno suggerito giovedì che potrebbero aumentare i prezzi in Europa entro la fine dell’anno, in risposta alle restrizioni. Politica e industria cinese compatte.

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