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Salvini: prima le colonnine, poi gli incentivi alle elettriche

Il leader della Lega, Salvini, lancia l’allarme: incentivi per le elettriche inutili senza le colonnine. Mentre il Governo pensa ai bonus

Una realistica transizione energetica del parco circolante al 2030, sia a livello italiano che europeo, non può che realizzarsi definendo target di mercato che valorizzino anche il contributo che i combustibili rinnovabili e a basso contenuto carbonico sono in grado di assicurare già nel breve periodo, garantendo allo stesso tempo che il tessuto industriale possa affrontare la transizione in maniera meno violenta”:

Con ordine e precisione: prima le colonnine, poi gli incentivi alle elettriche. Questo il pensiero del leader della Lega, Salvini. Mentre il Governo Draghi, come ormai da mesi e mesi, pensa a nuovi bonus.

Matteo Salvini stigmatizza chi ha un approccio ideologico all’utilizzo dell’auto: il progresso va accompagnato e aiutato senza penalizzare chi lavora nel settore, dice. Alcune iniziative penalizzanti hanno bloccato lo sviluppo del settore, aggiunge: è giusto guardare al futuro, ma prima di dare migliaia di euro per l’elettrico bisogna pensare alle colonnine di ricarica.

E ancora: per Salvini, se in Italia non ci affrettiamo a produrre, estrarre e comprare più gas, rischiamo di lasciare al buio e al freddo milioni di famiglie e di costringere alla chiusura migliaia di imprese.

Urgono incentivi

In effetti, si apre un altro anno all’insegna dell’incertezza per le nostre imprese, afferma Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto. Nonostante le recenti dichiarazioni sia del Ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sia del suo vice, Gilberto Pichetto Fratin, secondo i quali si sta lavorando a nuove misure per sostenere il settore automotive.

Il ritardo delle decisioni governative, già nel primo mese dell’anno, ha restituito un volume di immatricolazioni al di sotto dei livelli degli ultimi quattro anni e con una consistente riduzione degli ordini, anche delle elettriche, che impatterà nei mesi successivi. La flessione complessiva è quasi del -35% rispetto a gennaio 2019. È evidente come, con questi numeri, la domanda di sostituzione del parco circolante più vecchio con veicoli green risulta totalmente inadeguata agli obiettivi attesi, dice.

Appello alle istituzioni

Inoltre, Unem, Federmetano, NGV Italia, Assogasmetano, Assogasliquidi, Anigas, Anfia e Confapi, chiedono alle istituzioni una maggior attenzione al ruolo fondamentale dei combustibili rinnovabili e low carbon liquidi e gassosi e al loro “enorme contributo, affiancati allo sviluppo della mobilità elettrica. Per il raggiungimento degli sfidanti target di decarbonizzazione del settore trasporti nazionale ed europeo.

Per queste associazioni, una realistica transizione energetica del parco circolante al 2030, sia a livello italiano che europeo, non può che realizzarsi definendo target di mercato che valorizzino anche il contributo che i combustibili rinnovabili e a basso contenuto carbonico sono in grado di assicurare già nel breve periodo, garantendo allo stesso tempo che il tessuto industriale possa affrontare la transizione in maniera meno violenta.