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Serbatoio da 15 litri sulle ibride plug-in: la proposta per le auto che quasi nessuno ricarica

T&E propone un serbatoio da 15 litri per le ibride plug-in: emissioni reali fino a 6 volte i dati WLTP. Ecco cosa cambierebbe per chi guida.
auto ibrida plug-in

Qualcuno (forse qualcosa di più) reagirà piuttosto male. Parliamo del serbatoio che la tedesca Transport & Environment (T&E) vorrebbe imporre alle ibride plug-in, contro i 51 litri medi di oggi. L’ONG ha pensato che, se il guidatore non si decide a ricaricare, almeno lo si convincerà con l’inconveniente.

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Il punto di partenza sono i numeri. Secondo i dati OBFCM aggregati dall’Agenzia europea dell’ambiente, le plug-in immatricolate nel 2023 emettevano in media 139 g di CO2/km su strada, contro i 28 g/km dichiarati dall’omologazione WLTP, cinque volte di più. Per i model year 2024 si sale a 145 g/km reali, contro 24 ufficiali: quasi sei volte.

I calcoli normativi presumono che si viaggi in elettrico per oltre l’80% del tempo, mentre i dati reali parlano del 26-27%. Il risultato, per T&E, è che nel 2024 una plug-in taglia le emissioni di appena il 14% rispetto a un’auto a combustione o a un’ibrida tradizionale. Sulla carta ne prometteva l’83%. Qualcosa si è perso per strada, probabilmente la presa di corrente.

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Da qui il serbatoio mignon. Con 6,7 l/100 km a batteria scarica, 15 litri valgono circa 220 km di autonomia a benzina: abbastanza per una gita, poco per attraversare il Paese senza soste. Chi non ricarica mai passerebbe da circa 17 rifornimenti l’anno a quasi 57, spendendo sempre intorno ai 1.590 euro.

T&E chiede per i modelli futuri un’autonomia elettrica tra 140 e 220 km WLTP, per restare sotto i 50 g/km entro il 2030 (circa 200 km reali), un motore elettrico almeno tre volte più potente di quello termico e la ricarica rapida in corrente continua oltre i 100 kW. Con questa ricetta la plug-in diventerebbe, di fatto, un’elettrica con range extender.

Anche il portafoglio ha qualcosa da dire. Per la generazione 2024 il costo energetico reale medio è di 1.810 euro l’anno, contro i 1.130 ufficiali: 680 euro di scarto. E poiché circa il 71% delle nuove ibride europee è auto aziendale, spesso ricaricata di rado e usata quasi solo a benzina, la questione riguarda soprattutto le flotte.

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Per ora è solo una proposta. Il calendario di Bruxelles corre, la revisione del fattore di utilità prevede un primo aggiornamento il 29 novembre 2026 per le nuove omologazioni e il 29 novembre 2027 per tutti i nuovi veicoli. E il 2035, con i soli veicoli a zero emissioni, è già all’orizzonte.