Antonio Filosa si aspetta che nel 2027 possano essere approvate le nuove regole europee sul “Made in Europe” e sulla flessibilità degli obiettivi di CO₂. Durante la presentazione dei risultati Stellantis del 28 ottobre, il manager ha collegato queste richieste alla necessità di rendere più equilibrata la concorrenza nel mercato automobilistico del continente.
Nella visione dell’amministratore delegato, le norme dovrebbero premiare chi progetta e sviluppa automobili in Europa, utilizza stabilimenti locali e acquista componenti da fornitori europei. Il criterio indicato guarda quindi alle attività svolte nel territorio, anziché soltanto alla nazionalità del marchio.

Filosa considera l’intesa fra Francia e Germania un elemento favorevole all’avanzamento del dossier. Alla preferenza per la produzione europea affianca una maggiore elasticità delle regole sulle emissioni, da applicare sia alle autovetture sia ai commerciali leggeri.
Sul commercio con la Cina, il CEO ha accolto positivamente il primo passo europeo per contenere le importazioni di ibride e plug-in. Il giudizio riprende una posizione già espressa al Salone di Parigi, dove aveva descritto l’accordo come l’inizio di un percorso da completare attraverso un quadro più ampio di sostegno industriale.
Anche ACEA ha sostenuto l’intesa annunciata il 9 ottobre, richiamando la rapidità con cui i marchi cinesi hanno guadagnato spazio in Europa. Secondo l’associazione, nel primo semestre 2026 rappresentavano il 14% del mercato europeo delle ibride e il 25% di quello delle plug-in, contro il 2% registrato in entrambe le categorie nel 2024.

Stellantis porta avanti contemporaneamente gli interventi previsti dal piano FaSTLAne 2030. Filosa ha segnalato progressi nei nuovi prodotti, nelle partnership e nelle attività legate a produzione e qualità. Il gruppo conferma gli obiettivi finanziari del 2026, contando anche sui benefici già emersi dal Value Creation Program.
Entro dicembre l’azienda punta ad attuare misure corrispondenti ad almeno il 40% dei 6 miliardi di euro di efficienze annue previste a regime. Il valore descrive il potenziale ricorrente degli interventi, con effetti destinati a maturare nel tempo. Per il 2027 rimane inoltre confermato l’obiettivo di riportare in positivo il flusso di cassa industriale.
