Stellantis, il “metodo” Leapmotor funziona: ora si cercano altri partner

Stellantis vuole replicare ciò che ha fatto con Leapmotor, cercando nuove collaborazioni che possano portare benefici all’azienda.
filosa stellantis

Antonio Filosa ha delineato un quadro strategico in cui le alleanze industriali diventano un elemento strutturale per Stellantis. L’esperienza con Leapmotor rappresenta secondo il CEO un modello replicabile, ma il gruppo guarda con interesse a forme di cooperazione che possano coinvolgere tecnologie, piattaforme condivise, catene di fornitura e persino l’utilizzo degli impianti produttivi esistenti.

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Il principio che Filosa ha voluto ribadire è quello della reciprocità. Stellantis non intende assumere un ruolo passivo all’interno delle collaborazioni, limitandosi a distribuire o assemblare veicoli progettati da altri. L’obiettivo è costruire accordi in cui entrambe le parti possano trarre benefici tangibili, sulla falsariga di quanto già sperimentato con la joint venture Tofas, nata dalla collaborazione con il gruppo turco Koç Holding.

filosa stellantis
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In un contesto industriale dove lo sviluppo di una piattaforma elettrica, di un software avanzato o di una filiera completa per le batterie richiede investimenti difficili da sostenere in autonomia, la condivisione di risorse e competenze sta diventando una condizione necessaria per mantenere competitività, soprattutto di fronte alla pressione esercitata dai costruttori cinesi.

Per quanto riguarda i marchi del gruppo, Filosa ha escluso ipotesi di ridimensionamento del portafoglio, che comprende 14 brand, 15 se vogliamo includere anche la cinese Leapmotor. La posizione del CEO parte da una logica commerciale secondo cui ogni marchio esiste perché risponde a una domanda reale, e la sua eliminazione rischierebbe di trasferire quella clientela ai concorrenti.

Resta tuttavia la sfida della sovrapposizione interna tra brand come Peugeot, Citroën, Opel, Fiat, Alfa Romeo, Lancia e DS, problema sottolineato anche dal desginer Gilles Vidal, che impone un lavoro accurato di differenziazione su prodotto, posizionamento e investimenti dedicati, evitando un’eccessiva uniformità che potrebbe diluire le singole identità.

Gilles Vidal
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Per quanto riguarda l’elettrificazione, la linea adottata da Stellantis prevede un approccio differenziato a seconda delle aree geografiche. In Europa la domanda di piccole elettriche accessibili continua a crescere, sostenuta anche dai costi elevati dell’energia e dei carburanti tradizionali, mentre negli Stati Uniti ibridi, range extender e motorizzazioni termiche mantengono un peso rilevante.

Filosa ha rivolto ai regolatori europei la richiesta di normative più snelle e tempestive per favorire la produzione locale di vetture elettriche a prezzi contenuti, sottolineando come l’attuale complessità regolatoria contribuisca a innalzare i costi di sviluppo. Il nuovo piano industriale, atteso per il 21 maggio, dovrebbe tradurre queste indicazioni in obiettivi misurabili e tempistiche definite.