Stellantis in Francia ridurrà i ricavi pur di vendere di più

Il 2026 si apre per il settore automobilistico europeo con un cambio di paradigma: grandi sconti Stellantis per targare di più.
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La coperta Stellantis in Francia è corta: o vendi meno e fai più profitto per ogni auto, o vendi di più con gli sconti riducendo però i margini. Il Gruppo guidato da Filosa sceglie la seconda via, secondo la Reuters. Questa decisione segna la fine dell’era della redditività sempre e comunque, l’epoca di Tavares. E l’inizio di una guerra dei prezzi senza quartiere, mirata a riconquistare le quote di mercato erose da una concorrenza asiatica sempre più aggressiva e da una Tesla che non accenna a frenare la sua politica di tagli ai listini.

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Un po’ stile Cina

D’altronde anche i cinesi fanno così nel Paese del Dragone. Pechino spinge per una maggiore qualità, cercando di combattere questa tendenza. Adesso in Europa andiamo a copiarli. Tavares aveva costruito Stellantis su un dogma: l’efficienza estrema. Questo risultato era stato ottenuto anche alzando i prezzi di listino, una strategia che ha finito per allontanare la classe media europea.

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Con l’arrivo di Filosa, la filosofia è mutata. Il nuovo CEO ha ereditato una società con quote di mercato in contrazione (scese sotto il 15% in Europa nel 2025) e una rete di concessionari in tensione. La cura Filosa per la Francia prevede sconti aggressivi, il ritorno massiccio alle vendite per le flotte aziendali e un riposizionamento dei modelli chiave per renderli accessibili.

citroen c3 aicross

Maggiore aggressività

Xavier Duchemin, responsabile di Stellantis France, ha confermato che l’azienda ha deciso di essere più aggressiva commercialmente. I tagli sono sostanziali, e colpiscono il cuore della gamma. Fiat Pandina: sotto la soglia psicologica dei 10.000 euro, si precipita a 9.900 euro. Opel Corsa: 15.900 euro, un prezzo che sfida direttamente le low-cost dell’est Europa e i nuovi competitor cinesi. Peugeot 208: la best-seller francese viene spinta con formule di leasing estremamente vantaggiose (208 euro al mese), cercando di blindare la fedeltà del cliente.

L’obiettivo è semplice: saturare gli impianti produttivi francesi e italiani, che nel 2025 hanno sofferto di numerosi periodi di cassa integrazione a causa della bassa domanda. Produrre di più, anche se con un guadagno minore per singola auto, permette di mantenere viva la filiera dei fornitori.

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Stellantis in Francia sta vendendo auto a meno. E sta cercando di riconquistare la fiducia dei consumatori che si erano sentiti traditi dai rincari degli anni precedenti. Le vendite di auto e furgoni del Gruppo nel Paese transalpino sono diminuite del 6,8% l’anno scorso, in un mercato in calo del 5,1%, mentre la sua quota di mercato si è ridotta di 0,5 punti arrivando al 28%.

La pressione orientale

Nel 2025, marchi come BYD hanno iniziato a proporre vetture a prezzi che i produttori europei faticano a pareggiare. Inoltre, il mercato delle auto elettriche ha mostrato segnali di stanchezza. Con la fine di molti incentivi statali in Francia, Stellantis si è trovata davanti a un bivio: lasciare che le quote di mercato svanissero o abbassare i prezzi per rendere l’auto sostenibile per le famiglie comuni. Ma ridurre i ricavi unitari è una scommessa. Gli investitori di Borsa guardano con sospetto a una strategia che potrebbe abbassare la valutazione complessiva del Gruppo.