Stellantis Melfi, allarme produzione: DS e Lancia potrebbero non bastare

I sindacati chiedono garanzie per Stellantis Melfi mentre Compass e Alfa Romeo restano decisive e DS e Lancia preoccupano per i volumi.
Stellantis Melfi

Cinque modelli assegnati allo stabilimento di Melfi rappresentano sulla carta un segnale incoraggiante, eppure i sindacati lucani avvertono che il nodo della questione non è il numero di vetture in listino bensì la loro capacità di tradursi in volumi produttivi sufficienti a saturare gli impianti e a garantire continuità occupazionale. È questa la lettura condivisa da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm dopo le dichiarazioni di Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali a Roma.

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Stellantis Melfi, i sindacati avvertono: i nuovi modelli non bastano senza volumi adeguati

Stellantis Melfi

A pesare sulle aspettative è soprattutto la composizione del mix produttivo previsto per il sito lucano. La Fiom ha indicato Jeep Compass e la nuova Alfa Romeo, erede della Tonale, come gli unici due progetti in grado di esprimere numeri significativi, stimando che i restanti tre modelli, due DS e una Lancia, dovrebbero attestarsi su volumi molto contenuti. Questo squilibrio rischia di lasciare scoperta una quota rilevante della capacità installata, vanificando in parte il valore delle assegnazioni.

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La Fim Cisl ha rafforzato questa analisi chiedendo tempistiche certe di realizzazione dei programmi annunciati e ricadute tangibili sull’occupazione, perché senza un calendario vincolante le assegnazioni restano ininfluenti. Il tema è particolarmente sensibile in un territorio dove l’intero comparto automotive vive da anni una fase di incertezza legata alla transizione del settore, e dove lo stabilimento Stellantis rappresenta il fulcro di una filiera estesa a migliaia di lavoratori dell’indotto.

stellantis melfi

Proprio la condizione delle aziende fornitrici è al centro delle preoccupazioni della Uilm Basilicata, che ha ricordato come la salvaguardia occupazionale non possa fermarsi ai cancelli dello stabilimento principale ma debba abbracciare l’insieme del tessuto produttivo locale, ancora in forte difficoltà. I sindacati riconoscono che Melfi possiede le competenze e le infrastrutture per mantenere un ruolo centrale nella strategia del gruppo, ma ribadiscono che a fare la differenza saranno le produzioni effettive, non gli annunci.