Maggio frena, ma non affonda. Stellantis chiude il mese con 164.958 immatricolazioni nell’area Eu27+Efta+Uk (l’Europa nel senso più largo), il 2,3% in meno rispetto a maggio 2025, e la quota di mercato arretra dal 15,2% al 14,3%. Numeri che fanno rumore, ma che vanno letti nel contesto giusto per comprendere davvero la direzione del Gruppo guidato da Antonio Filosa.
Il calo arriva in un momento tutt’altro che neutro per il gruppo. Stellantis è reduce dalla presentazione di FaSTLAne 2030, il piano strategico con cui punta a ridisegnare crescita, redditività e presenza industriale nei prossimi anni. Nuovi modelli, investimenti mirati, partnership selezionate, attenzione rinnovata ai singoli mercati. Maggio, insomma, non è un incidente di percorso isolato, ma una fotografia scattata nel mezzo di una trasformazione in corso.

Nella classifica europea gli equilibri reggono. Volkswagen comanda con il 26,1% di quota, ma perde anch’essa il 3% nel mese. Renault si conferma terza con il 9,6% e un calo dell’1%. Stellantis resta seconda, per una posizione che tiene, anche se il margine si assottiglia.
Il bilancio dei primi cinque mesi racconta però un’altra storia. Da gennaio a maggio 2026, il gruppo ha immatricolato 905.444 vetture nell’area Eu27+Efta+Uk, in crescita del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota è salita, di poco ma è salita, dal 15,4% al 15,5%. Nella sola Unione europea, il mese si chiude con 146.381 unità e un calo del 2,6%, ma i primi cinque mesi segnano 794.708 registrazioni, più 5,7%, con quota in crescita dal 16,5% al 16,7%. Un bilancio che, tutto sommato, consente di dormire sonni relativamente tranquilli.

Nel frattempo, il dossier italiano non si chiude. L’amministratore delegato Antonio Filosa è stato ascoltato in Parlamento sul tema della produzione in Italia: stabilimenti, volumi, nuove partnership e ruolo del Paese nella strategia complessiva del gruppo.
Il numero che fa più effetto, però, lo sforna Leapmotor. Il marchio cinese distribuito da Stellantis in Europa registra a maggio 9.945 immatricolazioni nell’area Eu27+Efta+Uk, con una crescita del 465,1%. Nei primi cinque mesi del 2026 si arriva a 43.037 unità, più 552,9%. Nell’Unione europea, 8.856 unità a maggio e 37.694 da gennaio a maggio, con incrementi rispettivamente del 447,3% e del 530,8%. Numeri stratosferici vista la quasi assenza (nell’anonimato, praticamente) del marchio cinese all’inizio dello scorso anno.
