Stellantis ha deciso di rispolverare quella che è ormai una cara e vecchia conoscenza per calmare i nervi dei guidatori. È davvero arrivato il momento della tecnologia range-extender, REx, di Leapmotor. Il marchio cinese, controllato al 51% proprio da Stellantis per le attività internazionali, è rimasto l’unico a credere che un piccolo motore a benzina usato come generatore sia la soluzione perfetta per chi teme di restare a piedi sull’elettrico.
L’idea è quella conosciuta e nota da tempo. Il motore termico non muove le ruote, ma si limita a ricaricare la batteria durante la marcia. I risultati dichiarati per la Leapmotor C10 Hybrid sfiorano il miracolo con 950 km di autonomia complessiva e appena 10 g/km di CO2 emessi nei test ufficiali. Praticamente, un’auto che inquina molto poco e che può attraversare mezza Europa senza sosta.

Tianshu Xin, CEO internazionale di Leapmotor, ha già lanciato il sasso. Questa tecnologia è una “buona soluzione provvisoria” che potrebbe presto finire sotto il cofano di Fiat, Peugeot, Citroën, Opel e DS.
L’integrazione del sistema REx nei modelli europei di Stellantis appare tecnicamente una passeggiata. Dato che i cinque marchi condividono già quasi tutto, dalle “vecchie” piattaforme CMP alle moderne STLA Medium fino alla Smart Car, infilare il generatore cinese in una Peugeot 208 o in una Opel Corsa è un’opportunità di sinergia che il gruppo non intende farsi sfuggire.

La cooperazione non si fermerà ai motori. Con la produzione del Leapmotor B10 pronta a partire in Spagna accanto alla Lancia Ypsilon, Stellantis punta a sfruttare l’incredibile integrazione verticale di Leapmotor, che sviluppa internamente il 65% dei componenti. In questo modo, il futuro di “italiane” e “francesi” potrebbe avere un cuore tecnologico altamente integrato che parla cinese e un piccolo serbatoio di benzina di emergenza. La cooperazione con il brand cinese delle mille sorprese, specie nell’ultimo anno, potrebbe diventare sempre più profonda.
