Una piccola Alfa Romeo rossa, il Duomo alle spalle, i tram di Milano che le sfilano accanto. Peccato che non esista. È la Citysport, un render indipendente firmato da Mirko Del Prete, noto online come MDP Automotive. Parte da uno schizzo a mano, poi passa per Vizcom, il software che trasforma i disegni in veri e propri sogni. Il risultato è una sportiva compatta che pesca dalla città natale del marchio e dal suo archivio stilistico.

Il dettaglio più riuscito sta davanti. I fari disegnano una croce luminosa, citazione della Croce di San Giorgio, che compare sia nello stemma di Milano sia nel logo del Biscione. Il frontale si riconosce anche senza lo scudetto, che resta comunque al centro di un muso basso e affilato. Sotto, due prese d’aria a nido d’ape si mangiano buona parte del paraurti, mentre il cofano porta nervature ben marcate. Nei passaruota ci sono cerchi scuri a cinque fori, la firma di casa, con dischi forati e pinze gialle.
Di lato la carrozzeria è compatta, con portiere lunghe e fianchi scolpiti. La superficie vetrata si stringe verso il posteriore, mentre il tetto nero alleggerisce il profilo e finisce in uno spoiler sopra il lunotto. Dietro arriva l’omaggio alla storia: la coda tronca, con fanali sottili uniti da un elemento orizzontale, un grosso diffusore scuro e terminali di scarico squadrati.

Ai piani alti di Alfa Romeo, nel frattempo, la realtà è meno cinematografica. La Junior resta il modello d’ingresso e riceverà aggiornamenti lungo tutto il ciclo commerciale. Niente sorelline sportive in vista.

Il piano ufficiale parla d’altro. Nel 2028 debutterà a Melfi un nuovo SUV, erede della Tonale. Dopo toccherà a una compatta del segmento C, battezzata internamente “Giulietta”, con richiami di design alla Cuorerosso. In cantiere c’è anche un progetto esclusivo a tiratura limitata, targato BottegaFuoriserie.
Su Giulia e Stelvio, invece, il silenzio. Le attuali generazioni resteranno in produzione fino alla fine del 2027, ma configurazione e tempi delle eredi non sono stati definiti.
