L’Alfa Romeo Giulietta immaginata in queste immagini conserva l’impostazione di una compatta sportiva, bassa e scolpita, adattando alcuni elementi della concept Cuorerosso a una possibile nuova generazione.
Il progetto realizzato dal creatore digitale Marcello Ridolfi arriva durante la definizione della futura Alfa Romeo di segmento C, per la quale Santo Ficili ha prospettato una forma a metà strada fra berlina compatta e crossover. Una seduta più alta e lo spazio necessario alle batterie potrebbero portare il modello di serie verso proporzioni differenti da quelle scelte nel render. Anche la denominazione commerciale deve ancora essere stabilita.

L’autore dei render sceglie invece una carrozzeria rossa dal profilo ribassato, abbinata a un tetto scuro che separa visivamente la parte superiore dalle fiancate. I cerchi riprendono le aperture circolari associate al marchio, simili ai dischi per comporre i numeri sui vecchi telefoni, e lasciano vedere le pinze dei freni rosse.
La coda concentra i richiami alla Cuorerosso attorno ai fanali tondi, raccolti in una fascia scura. Lo spoiler prolunga il tetto sopra il lunotto e il paraurti riprende l’impostazione aggressiva del muso, dove lo scudetto incorpora il Biscione. Il cofano attraversato da nervature e le aperture inferiori accompagnano fari dal disegno molto sottile.
Nell’abitacolo, la strumentazione digitale è racchiusa in una configurazione che rievoca il tradizionale quadro a due elementi di Alfa Romeo. Le bocchette tonde e gli inserti rossi affiancano un display multimediale orizzontale, con volante e comandi disposti attorno al posto guida. L’autore sviluppa così anche l’interno della sua proposta, anziché limitare il lavoro alla carrozzeria.

Alla base della vettura viene indicata la piattaforma STLA One e un’offerta composta da tre motorizzazioni. La full hybrid utilizza un 1.6 ed è accreditata di 260 CV, la plug-in hybrid della stessa cilindrata arriva a 225 CV e la Quadrifoglio adotta un ipotetico 2.0 Hurricane da 328 CV.
La Giulietta ha già identificato automobili molto diverse fra loro, dalla Sprint del 1954 alla berlina transaxle del 1977, fino alla cinque porte presentata nel 2010. Il render riparte da quest’ultima interpretazione del nome, proponendo una compatta tradizionale nel periodo in cui Alfa Romeo sta ancora definendo la forma della sua futura erede.
