Auto europea nella tempesta: paralisi Mercosur e USA

Incubo blocco totale fra accordi rinviati e bloccati, con ricadute pesantissime per l’auto europea.
auto ue auto ue

L’auto europea ha tanto sperato in un accordo fra UE e Mercosur (Sudamerica): area di libero scambio con le vetture che dalla Germania potessero essere esportate in Argentina e Brasile e altrove senza dazi. I media che fiancheggiano Bruxelles hanno dato tutto per fatto, ma poi è arrivato il Parlamento UE, paralizzando tutto. Qui prima si deve sentire cosa ne pensa la Corte di Giustizia Europea, e poi il Parlamento deciderà.

Advertisement

Una batosta per la Commissione UE, per la Germania. Il numero uno tedesco è su tutte le furie per la decisione del Parlamento UE, che reputa ingiustificata. Adesso sono dolori, perché l’Europa è un mercato auto zombie, la Cina è inavvicinabile per la supremazia dei marchi locali. Si sperava nel Sudamerica, valvola di sfogo di Berlino. Invece si dovrà aspettare chissà quanto.

Pasticcio verde boomerang per Berlino

Advertisement

Il pasticcio deriva dal Green Deal 2010 della stessa Germania in UE, con l’auto elettrica imposta di fatto. Vista la domanda inesistente in Europa, si puntava al Sudamerica. In più, c’è una frattura tremenda, con la Francia contro Berlino: il no di Parigi al trattato Mercosur e il sì al rinvio all’Europarlamento.

Seconda stampella che vola via

Come una zattera allo sbando fra le onde dell’oceano, i legislatori europei hanno deciso di congelare l’accordo commerciale UE-USA siglato la scorsa estate. In teoria, si vorrebbe aumentare la pressione sulle relazioni transatlantiche. Questo l’obiettivo sulla carta. La decisione segue la minaccia di nuovi dazi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: una ritorsione nei confronti dei Paesi europei che contestano le pretese di Trump sulla Groenlandia.

Rapporti con gli USA: cautela

Non si capisce più nulla. Proprio il patto UE-USA anti dazi di Trump sulle auto europee vendute negli States era stato salutato come una salvezza. Fra l’altro, se l’UE non compra più il gas dalla Russia, dipende ora dall’America. Si mette a rischio sia il settore automotive sia quello energetico. I principali eurodeputati che si occupano del dossier si sono riuniti mercoledì pomeriggio e hanno deciso di sospendere il processo di approvazione dell’accordo. Si rinvia ufficialmente il voto che era stato programmato per la prossima settimana in seno alla Commissione per il commercio internazionale del Parlamento.

Advertisement

Le tensioni si sono intensificate dopo che Trump ha dichiarato che da febbraio imporrà una tariffa doganale del 10% su Danimarca, Svezia, Norvegia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Regno Unito fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia. In caso di mancato accordo, la tariffa salirebbe al 25% entro giugno. Facendo tremare l’auto tedesca.

byd invade ue

Quindi, che si fa per l’auto?

Ricapitolando, abbiamo in freezer l’accordo UE-Mercosur che salvava l’auto tedesca. E mettiamo nel congelatore anche il patto con gli USA che salvava l’auto europea. Abbiamo pessimi rapporti con la Russia, che in precedenza ci dava il gas low cost vitale per l’automotive. Adesso, blocchiamo la partnership con gli States, mentre con la Cina le relazioni non sono ottimali: vedi dazi sulle BEV cinesi.

In parallelo, è paralisi anche sul taglio di emissioni di CO2 da 100 a 90%: la Commissione ha fatto solo una proposta, al vaglio del Trilogo. Burocrazia lentissima, tempi biblici. Ma non c’è spazio per norme sulle auto in freezer e attese, mentre la Cina vola e gli States hanno ripreso a correre grazie al termico di Trump.