La Germania trascinerà l’Europa verso gli incentivi alle auto termiche

Altro che bonus statali solo alle vetture elettriche: agevolazioni pure alle macchine a benzina. Si parte dalla Germania, che verrà imitata da numerosi Paesi.
phev incentivi germania phev incentivi germania

La locomotiva Germania trascina tutta l’Unione Europea da anni: dopo aver tirato tutti dentro il Green Deal, adesso annuncia incentivi anche per le auto termiche. È uno psicodramma per i green, che desideravano ecobonus statali solo per le elettriche. Ma tant’è. Innanzi all’idea di regalare altro consenso elettorale alla destra, la sinistra e il centro si alleano (stando in piedi col nastro adesivo) e scappano dal tutto elettrico. Prima hanno imposto all’UE il no al taglio di CO2 al 100%, e adesso dicono no ai soldi dei contribuenti per le BEV cinesi vendute in terra tedesca.

Advertisement

La Germania ha guidato la fronda che ha imposto a Bruxelles di rivedere l’obiettivo del taglio del 100% della CO2 entro il 2035. La soglia è scesa al 90%, una concessione che nei fatti inizia a salvare il motore endotermico, a patto che sia alimentato da e-fuel o biocarburanti. È il ritorno del pragmatismo teutonico. Si tratta del primo passo, perché Berlino intende dare un’altra bella sforbiciata a quel 90%. E anche il recupero del 10% con l’acciaio verde e con i biocarburanti piace poco da quelle parti (magari c’è il sì agli e-fuel).

Incentivi a EREV e PHEV: auto ibride

Advertisement

La Germania piazza bonus anche per le EREV: Extended-Range Electric Vehicle (veicolo ad autonomia estesa). È un tipo di auto ibrida, che elimina l’ansia da ricarica grazie a un piccolo motore a combustione interna che funge esclusivamente da generatore di corrente. A differenza delle auto ibride tradizionali (HEV) o delle plug-in (PHEV), in un EREV il motore a benzina non è collegato alle ruote. Le ruote sono mosse esclusivamente dal motore elettrico. Il motore termico funziona come una centrale elettrica di bordo. Quando la batteria scende sotto una certa soglia, il motore si accende per generare l’elettricità necessaria a ricaricare la batteria o alimentare direttamente il motore elettrico.

Bonus anche per le PHEV: Plug-in Hybrid Electric Vehicle, ovvero veicolo ibrido alla spina, ricariocabile. È la tecnologia che fa da ponte tra le ibride comuni e le auto 100% elettriche. Ha sia un motore a benzina (o diesel) che uno elettrico. A differenza delle ibride Full Hybrid, la batteria di una PHEV è più grande e si può ricaricare collegandola a una presa di corrente o a una colonnina.

La fake delle EV

A questo punto, l’influencer medio ha una sola possibilità, barare: fingere che EREV e PHEV siano elettriche BEV. Mischiare i numeri, fornire statistiche fake per fare il lavaggio del cervello unendo in modo fraudolento ibride ed elettriche. Chiamandole EV e giocando sull’equivoco. La favoletta verde di una transizione rapida e indolore si è scontrata con la realtà di infrastrutture carenti, prezzi d’acquisto proibitivi e una tenuta del valore dell’usato ancora incerta.

auto cina

A tutta Cina

Advertisement

Fino al 2029 saranno disponibili 3 miliardi di euro, per sostenere l’acquisto dei consumatori tedeschi di 800 mila auto. Le sovvenzioni vanno da 1.500 e 6.000 euro in base al reddito dell’acquirente. Vengono privilegiati nuclei familiari con redditi complessivi imponibili fino a 80.000 euro. Sono 3.000 euro per BEV e 1.500 euro per ibride EREV e PHEV. Il mezzo va mantenuto per almeno 36 mesi a partire dalla data della prima immatricolazione. 

Le auto incentivate saranno di qualsiasi nazione del mondo: anche la Cina. Saranno pure vetture Made in China. Il Dragone affila le armi: soldi dei contribuenti tedeschi per sovvenzionare elettriche e ibride cinesi.